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	<title>Cinescherno</title>
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	<description>La settima arte (e non solo), con ironia</description>
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		<title>Moon: ricetta nuova e ingredienti vecchi non sempre vanno bene insieme</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 11:50:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinescherno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/moonloc.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-865" title="La locandina" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/moonloc.jpg?w=203&h=300" alt="" width="203" height="300" /></a>Esperimento del giorno: aprite il vostro frigorifero e fate la lista di tutte le ricette che potreste realizzare partendo solo dagli ingredienti in esso contenuti. Precisazione: l’esperimento è valido solo se avete una famiglia o se vivete con mamma; nei miei anni di studente fuori sede prima e di scapolo poi il massimo che avrei potuto mettere insieme sarebbe stato birra e maionese. A volte nemmeno la maionese. Quindi: quante ricette vi sono venute in mente con, tiro a indovinare (più o meno questo è quello che contiene il mio), uova, latte, pomodori, yogurt, un po’ di affettati, qualche formaggino, acqua, birra, lievito (di birra pure lui), pesto genovese, pasta fresca, kinder pinguì (I love it!), Fruttoli? Ok, non molte. Forse vale la pena estendere il concetto all’intera cucina o dispensa che dir si voglia. Ma il senso è chiaro: per girare “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Moon_(film)" target="_blank">Moon</a>” <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Duncan_Jones_(regista)" target="_blank">Duncan Jones</a> ha fatto la stessa cosa: ha aperto il virtuale e cinematografico armadio della fantascienza (e mica solo quella) e ha provato a vedere cosa veniva fuori utilizzando un po’ degli ingredienti in esso contenuti. Il risultato, beh, sì, non è male, ma ha, e un po’ ci spiace dirlo, un vago retrogusto di già mangiato. Comunque qualche sapore nuovo c’è e va sottolineato come merita.<span id="more-858"></span></p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/samfresco.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-866" title="Un bel Sam fresco di scongelamento" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/samfresco.jpg?w=510&h=341" alt="" width="510" height="341" /></a>Ma gli ingredienti di “Moon”, in definitiva, quali sono? Allora, prendete un bel po’ di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2001:_Odissea_nello_spazio" target="_blank">2001 – Odissea nello spazio</a>”, una tazza grande di videoclip – tipo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scream_(Michael_Jackson)" target="_blank">quello</a> con Michael Jackson e la sua sorella bona, che ora non ricordo come si chiama (né il video né la sorella), prendete ovviamente un altro bel po’ di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Spazio_1999" target="_blank">Spazio 1999</a>”, due cucchiai da minestra di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Atto_di_forza" target="_blank">Total Recall</a>”, un pizzichino di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mi_sdoppio_in_4" target="_blank">Mi sdoppio in quattro</a>”, appena una puntina di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Blade_Runner" target="_blank">Blade Runner</a>”, due grani di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cast_Away" target="_blank">Cast Away</a>”, uno zinzino di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alien" target="_blank">Alien</a>” e, ma solo per palati raffinati, un cicinin di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Moon_Patrol" target="_blank">Moon patrol</a>” (ditemi se il veicolo lunare non è identico!!). Poi prendete il tutto, lo fate vedere a papino per sapere se gli piace (eh, sì, Duncan Jones è in realtà Zowie Bowie, il figlio del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/David_Bowie" target="_blank">Duca Bianco</a>, che il cielo ce lo conservi a lungo in salute. Amen!), poi lo mandate al Sundance, che quelli son di stomaco forte e sperate che un critico dalle narici pelose e dalla giacca con le toppette di pelle ai gomiti ne parli bene. Poi la Sony se lo compra e fate il botto. Come dite? Non avete ancora capito se “Moon” è bello o brutto? Ah, no, no, per essere bello è bello, ma è come quegli amici che non vedi da un po’ (almeno prima dell’avvento di Facebook). Li incontri, sai che li conosci, capisci che sono un po’ cambiati, ma non sai bene come, e, prima di tornare in confidenza, ti ci vuole un pochino di adattamento. Ecco, forse “Moon” è proprio così: te lo godi di più se conosci bene la fantascienza. Altrimenti fare amicizia richiede un po’ di tempo in più.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/moonpat.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-867" title="Venezia, la luna e tu" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/moonpat.jpg?w=510&h=212" alt="" width="510" height="212" /></a>La trama: Sam Bell è uno sfigatone convinto non si sa bene come a passare tre anni a trapanare il lato oscuro della luna (forse per amore dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/The_Dark_Side_of_the_Moon" target="_blank">Pink Floyd</a>, chissà) per estrarne Elio-3, il quale sarebbe la soluzione ai problemi energetici della terra. Unica compagnia, una specie di pc pensile marca Olivetti. Mah! Comunque: Sam non sta bene, ha le allucinazioni e, mentre è a fare un giretto con la jeep lunare, fa un castrone. Si risveglia in infermeria e, nel corso di una mezz’oretta di film che non ho voglia di raccontarvi, capisce che sia lui che quello ancora schiantato nella gippetta sono due cloni.  Durata max: 3 anni, dopodiché, sboccatina di sangue, morte, incenerimento e via con un altro Sam. Che si fa? La situazione è complicata anche dal fatto che la compagnia sta mandando una spedizione di soccorso per riparare i danni dell’incidente, e sono cazzi se trovano due Sam svegli insieme. Oltretutto i due, dei quali il più “anziano” sta sempre più di merda, scoprono di essere gli ultimi cloni in ordine di tempo di una lunga serie, che sulla terra la mogliettina procace è bella che morta anni fa, che la figlioletta in fasce è una giovane pornostar e che, scazzo degli scazzi, il Sam Bell originale è lì sulla veranda di casa sua (loro) che beve Daiquiri alla fragola. Ecco allora il subdolo piano: svegliano un terzo Sam (no, non per fare un giro di briscola col morto) cui non dicono nulla (è lui che troveranno i soccorritori), piazzano il Sam morente sulla macchinetta incidentata, nascondono il Sam a mezza cottura in uno scaffale destinazione terra con la missione di sputtanare la compagnia a Striscia la notizia. Ci riuscirà.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/moonsem.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-868" title="Da sinistra: Sam, Sam e GERTY" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/moonsem.jpg?w=510&h=226" alt="" width="510" height="226" /></a>“Moon”, come dicevo poco fa, è, nel suo complesso, ovvero come prodotto cinematografico della durata di circa 100 minuti, un bel film, e lo ribadisco. Non è certo di quelli che ti viene voglia di chiedere indietro il prezzo del biglietto; ma (almeno per quanto mi riguarda) nemmeno di quelli che ti viene voglia di inserire nella lista dei 100 DVD da portarsi sull’isola deserta (o sulla luna, per rimanere in tema). Prima i difetti: innanzitutto l’impressione generale è che la storia pecchi un po’ di faciloneria, soprattutto per quanto riguarda l’ambientazione. La compagnia estrattrice dell’Elio, la “Lunar”, infatti, sembra approssimativa come una municipalizzata di provincia. Infinitamente meno spietata della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Weyland-Yutani" target="_blank">Weiland-Yutani</a> in “Alien”, meno affaristica della “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ocp" target="_blank">OCP</a>” di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robocop" target="_blank">Robocop</a>”, meno colossale della “Tyrell” di “Blade Runner”, meno horror della “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Umbrella_Corporation" target="_blank">Umbrella</a>” di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Resident_Evil" target="_blank">Resident Evil</a>”, la “Lunar” infila un errore dopo l’altro, a partire dalla scelta dei tempi tra incidente-scongelamento-arrivo dei soccorsi-eliminazione cloni. Tutto fatto un po’ così, come viene, e con in più un’irritante patina di buonismo. Cioè: hai problemi con i cloni? Manda i marines dello spazio a blastare tutto quello che si muove, perdio! E poi il robot: GERTY. Sì, perché è il sensibilone ad aiutare in tutti i modi i Sam a cavarsela. Ma dai! Il computer dovrebbe essere il cattivone, come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/HAL_9000" target="_blank">Hal 9000</a> o <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Skynet" target="_blank">Skynet</a>, non facile alla commozione come un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Commodore_VIC-20" target="_blank">Vic20</a> programmato da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barbara_d%27Urso" target="_blank">Barbara d’Urso</a>!</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/moonsemmerda.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-869" title="Ping-pong?" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/moonsemmerda.jpg?w=510&h=212" alt="" width="510" height="212" /></a>Tutto un po’ ingenuo, quindi. I pregi, però, ci sono. Prima di tutto l’interpretazione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sam_Rockwell" target="_blank">Sam Rockwell</a>, che a me sta sulle palle in una maniera che non potete nemmeno immaginare, ma che qui convince disfandosi lentamente in un delirio di sboccate sanguinolente e di autocommiserazione. Bella la scena della telefonata sulla terra, chissà <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/E.T._l%27extra-terrestre" target="_blank">ET</a> quanto avrebbe dato per poter fare lo stesso! Meno bello, invece, il rapporto tra i due Sam, che mi è parso un po’ didascalico. Bello, anche, come già detto, il profluvio di citazioni e suggerimenti che gli amanti della fantascienza non potranno certo non apprezzare. Belli, nella loro ricercata semplicità (sono modellini, non computer graphic) gli effetti speciali e belle anche le scenografie, così classicamente anni ’70 e asetticamente lunari che ti aspetti da un momento all’altro di veder spuntare da dietro un angolo il comandante John König o la dottoressa Bain. O, ancora meglio, Maya! Beh, insomma, vediamo di riassumere: “Moon”, lo ripeto ancora, non è certamente brutto, ma non è stupendo. Gli manca un po’ la scelta consapevole di una direzione precisa, forse anche per l’inesperienza del regista, al suo primo lungometraggio. Ricetta nuova e ingredienti vecchi, dicevamo all’inizio. Ne riparleremo quando il piccolo Bowie andrà al mercato a rinfrescare le scorte alimentari. Per adesso, un 7 di incoraggiamento. E per quella stupenda jeep lunare. Sul serio, non pensate che sia uguale uguale a quella di Moon Patrol?</p>
<p>Voto: 7/10</p>
<br />Filed under: <a href='http://cinescherno.com/category/drammatico/'>Drammatico</a>, <a href='http://cinescherno.com/category/fantascienza/'>Fantascienza</a>, <a href='http://cinescherno.com/category/gran-bretagna/'>Gran Bretagna</a> Tagged: <a href='http://cinescherno.com/tag/voto-7/'>Voto 7</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cinescherno.wordpress.com/858/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cinescherno.wordpress.com/858/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cinescherno.wordpress.com/858/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cinescherno.wordpress.com/858/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cinescherno.wordpress.com/858/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cinescherno.wordpress.com/858/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cinescherno.wordpress.com/858/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cinescherno.wordpress.com/858/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cinescherno.wordpress.com/858/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cinescherno.wordpress.com/858/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cinescherno.wordpress.com/858/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cinescherno.wordpress.com/858/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cinescherno.wordpress.com/858/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cinescherno.wordpress.com/858/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinescherno.com&#038;blog=25637234&#038;post=858&#038;subd=cinescherno&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Tenacious D: con Jack Black alla conquista dell&#8217;Olimpo del rock</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 15:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinescherno</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/tenloc.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-851" title="La locandina" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/tenloc.jpg?w=209&h=300" alt="" width="209" height="300" /></a>Ahh, un po’ di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rock" target="_blank">rock</a>! A chi non piace il rock? Beh, a tutti piace il rock! Piace così tanto a tutti che, a volte, un regista si alza la mattina e pensa di girare il film definitivo sul rock. Pochi sono riusciti a evitare questa trappola mortale. Mortale, sì, perché fare film sul rock, ma più in generale sulla musica, non è facilissimo. Di titoli, belli o brutti, capolavori o schifezze immani, ce ne sono talmente tanti che non sto ad annoiarvi con la lista, ognuno avrà i suoi preferiti. Per certi versi è un po’ come accade per i film sportivi: il rischio è quello di non trovare il giusto equilibrio tra narrazione e videoclip (o servizio alla “90° minuto), tra qualità cinematografica e agiografia della rockstar (o del campione di turno). La soluzione? Beh, quella o passa per il genio del regista, oppure per la consapevole decisione di buttare tutto in vacca e di dare semplicemente corpo a una propria irresistibile passione. Della prima categoria fanno parte, per quanto mi riguarda, “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amadeus_(film)" target="_blank">Amadeus</a>” di Forman e “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/The_Doors_(film)" target="_blank">The Doors</a>” di Stone; della seconda “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wayne%27s_World" target="_blank">Wayne’s World</a>” e “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tenacious_D_e_il_destino_del_rock" target="_blank">Tenacious D e il destino del rock</a>” che, guarda caso, è pure il film di cui ci occupiamo oggi.<span id="more-844"></span></p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/tenholl.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-847" title="Il giovane JB arriva a Hollywood" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/tenholl.jpg?w=510&h=359" alt="" width="510" height="359" /></a>“Tenacious D e il destino del rock”, che di qui in avanti abbrevierò in TD, come una Golf diesel, è infatti il classico esempio di film fatto solo ed esclusivamente per compiacere una passione personale, quella che i due protagonisti, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jack_Black" target="_blank">Jack Black</a> (che, come sapete, io adoooro) e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kyle_Gass" target="_blank">Kyle Gass</a>, nutrono per il rock. Il che, sia chiaro, non è un fatto di per sé negativo, anzi. Da interessi personali sono venute fuori un sacco di cose interessanti anche per l’umanità, vedi la passione per la pittura di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Van_Gogh" target="_blank">Van Gogh</a> o quella per l’esibizionismo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jenna_Jameson" target="_blank">Jenna Jameson</a>. TD, quindi, è la realizzazione su pellicola di un grande amore e, come tutti i grandi amori, vive a metà tra alti e bassi. Partendo quindi dal presupposto che i bassi, sia nella vita che al cinema, non si possono evitare, possiamo postulare che una relazione o un film possano dirsi ben riusciti quando i bei momenti superano quelli brutti. Più alto è il divario a vantaggio dei primi, meglio è andata. Nel caso di TD, diciamo che quelli belli vincono 2 a 1. Non una goleada, certo, nemmeno calcio spettacolo, certo, ma quel che basta per portarsi a casa i tre punti, con buona pace di chi non prova la medesima passione e che, immaginiamo, non sarà certo andato allo stadio… ehm, al cinema, a vedersi un film tutto dedicato a un argomento che non lo interessa e/o con attori che disprezza.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/tenmaster.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-848" title="My voice is fuckin' powerful!" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/tenmaster.jpg?w=510&h=329" alt="" width="510" height="329" /></a>Riprendiamo dopo l’argomento dei pro e contro, vediamo la trama: JB è un cazzoncello che si fa cacciare di casa e sogna di diventare rockstar. Dopo molto peregrinare incontra un suo simile, KG, con il quale, prendendo spunto da due voglie sulle rispettive chiappe, fonda la band dei Tenacious D. E vabbè! Non riuscendo a sfondare, la vita è brutta, almeno fino al giorno in cui, sfogliando l’ennesima fanzine rockettara, JB si accorge che tutti i grandi chitarristi del passato suonavano con lo stesso plettro. Non con lo stesso modello, proprio con lo stesso medesimo plettro. Trattasi del plettro del destino, ricavato da un dente di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Satana" target="_blank">Satana</a> sconocchiato da un fabbro durante una medievale gitarella sulla terra. Da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Johnson" target="_blank">Robert Johnson</a> inventore del blues ad <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Angus_Young" target="_blank">Angus Young</a> inventore delle braghe corte, tutti i rocker più cazzuti della storia sono diventati grandi anche per merito di quell’ortodontico reperto. Di qui la decisione di JB e KG di rubarlo dal museo del rock. Dopo la prevedibile dose di avventure, imprevisti ed equivoci, i due, giunti alla serata che deciderà del loro futuro, non solo sfasciano il plettro litigando come bambini dell’asilo, ma si trovano pure a fare i conti con Satana medesimo, deciso a tornare integro e fare il culo a tutta l’umanità. Lo sconfiggeranno e riusciranno pure a spezzargli un corno che, adeguatamente trasformato, diventerà il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bong" target="_blank">bong</a> del destino, uguale, se non migliore, strumento di ispirazione musicale rispetto al plettro.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/tenlpet.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-849" title="Il plettro è mio! No, è mio!" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/tenlpet.jpg?w=510&h=324" alt="" width="510" height="324" /></a>Sì, ok, la trama non è il massimo, e questo l’avevamo un po’ preannunciato. Però, così come il film vive su un’idea, ovvero che il rock è fichissimo, anche la trama vive della verve e delle trovate, più o meno riuscite, dei due protagonisti, inseparabile duo anche nella vita. E di qui si torna al discorso degli alti e bassi. TD, infatti, è uno di quei film che vanno un po’ in ascensore: momenti geniali si alternano a spente fiacchezze. Nel novero delle prime, metterei sicuramente: 1) la canzone del giovane JB di fronte all’allibita famiglia (“Le palle del drago stavano bruciando…”); 2) il simulatore di scena che dovrebbe addestrare JB allo stress dell’esibizione dal vivo e 3) “Master exploder”, il pezzone hard che i due suonano (in un sogno di JB) scatenando la passione dei presenti e spappolando il cervello di un incauto fan. Mitico l’attacco: “I do not need a microphone, my voice is fuckin’ powerful”, con il pubblico pettinato dalla potenza vocale di JB. Tra le fiacchezze, direi sicuramente 1) la banale e trita scena in cui JB mangia i funghi allucinogeni; 2) l’inutilissimo inseguimento in auto, che immagino fosse una sciapa citazione di quello epocale in “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/The_Blues_Brothers_(film)" target="_blank">The Blues Brothers</a>” e, soprattutto 3) il duello rock con Satana, che i due perdono di brutto, ammettiamolo, dai! Altalenanti anche i risultati dei molti cameo sparsi qua e là nel film: promossi sicuramente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ronnie_James_Dio" target="_blank">Dio</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Meat_Loaf" target="_blank">Meat Loaf</a>, rimandati <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ben_Stiller" target="_blank">Ben Stiller</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dave_Grohl" target="_blank">Dave Grohl</a>, decisamente bocciati <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tim_Robbins" target="_blank">Tim Robbins</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amy_Poehler" target="_blank">Amy Poehler</a>.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/tensat.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-850" title="Satana stravince la sfida rock!" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/tensat.gif?w=510&h=350" alt="" width="510" height="350" /></a>Discorso a parte, ovviamente, per i due protagonisti, con Jack Black, che io adoro, bravo come sempre, e Kyle Gass, che francamente non conoscevo, che va al traino dell’istrionico talento del compagno. Sì, perché Jack Black, che trovo uno dei pochi, se non l’unico, che riesce a unire gommosità fisica a umorismo testuale, ha secondo me due grandi pregi (come da lui stesso confermato in varie interviste): 1) gira solo – o quasi – film che lui stesso andrebbe a vedere e 2) conosce i propri limiti di attore. Il che non ne fa di certo un attore migliore, ma certo una persona consapevole di quello che può o non può fare. Film come questo, o come “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/School_of_Rock" target="_blank">School of Rock</a>”, o come “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Be_Kind_Rewind_-_Gli_acchiappafilm" target="_blank">Be kind, rewind</a>”, o “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Super_Nacho" target="_blank">Super Nacho</a>”, sono semplicemente il suo genere, ed è un genere nel quale, francamente, non ha rivali. Ciofeche ne ha girate pure lui, ovviamente, ma si sa, il mutuo da pagare ce l’hanno anche a Hollywood. Che dire, quindi, di TD? Che, come già dissi nel caso di <a href="http://cinescherno.com/2011/11/14/machete-la-prossima-vittima-potreste-essere-voi/" target="_blank">Machete</a>, è un film destinato a un pubblico di fanatici, in questo caso del rock. Che fa ridere, anche se non sempre e comunque, e che possiede una notevole capacità di intrattenere piacevolmente. Astenersi amanti della musica barocca rinascimentale e detrattori di Jack Black.</p>
<p>Voto: 6,5/10</p>
<br />Filed under: <a href='http://cinescherno.com/category/comico/'>Comico</a>, <a href='http://cinescherno.com/category/musicale/'>Musicale</a>, <a href='http://cinescherno.com/category/usa/'>USA</a> Tagged: <a href='http://cinescherno.com/tag/voto-6-5/'>Voto 6.5</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cinescherno.wordpress.com/844/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cinescherno.wordpress.com/844/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cinescherno.wordpress.com/844/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cinescherno.wordpress.com/844/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cinescherno.wordpress.com/844/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cinescherno.wordpress.com/844/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cinescherno.wordpress.com/844/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cinescherno.wordpress.com/844/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cinescherno.wordpress.com/844/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cinescherno.wordpress.com/844/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cinescherno.wordpress.com/844/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cinescherno.wordpress.com/844/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cinescherno.wordpress.com/844/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cinescherno.wordpress.com/844/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinescherno.com&#038;blog=25637234&#038;post=844&#038;subd=cinescherno&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il prescelto: Nicolas Cage sfida l&#8217;Ape Maia. E le prende di brutto.</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 15:13:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinescherno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Voto 3.5]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/preloc.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-837" title="La locandina" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/preloc.jpg?w=209&h=300" alt="" width="209" height="300" /></a>Alcune cose che ho scoperto di questo film prima di vederlo: su <a href="http://www.imdb.com/title/tt0450345/" target="_blank">IMDB</a> ha un voto medio di 3,6 (frutto di oltre 33.000 voti), è stato candidato a cinque <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Razzie_Awards" target="_blank">Razzie Award</a> (tra cui quello per la peggiore coppia, ovvero <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nicolas_Cage" target="_blank">Nicolas Cage</a> e la sua tuta da orso) senza vincerne nemmeno uno (il che non saprei se considerarlo un bene o un male), il regista <a href="http://www.imdb.com/title/tt0070917/" target="_blank">dell&#8217;omonimo film</a> del 1973 di cui “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_prescelto" target="_blank">Il prescelto</a>” è un remake si è pubblicamente dissociato, e ci recita, appunto, Nicolas Cage, noto a casa mia come “Il monofaccia”. Non esattamente le premesse di un capolavoro. Comunque io sono un ottimista, e me lo sono visto lo stesso. Beh, se una cosa questo film mi ha insegnato è che, a volte, bisogna fidarsi degli indizi. Sì, perché, dai, siamo sinceri, “Il prescelto” è una vera porcheria, senza appello. È tanto brutto che anche Nicolas Cage, che non è che abbia fatto proprio una carriera da Marlon Brando, sembra intristito. Magro, pettinato come Benigni, vagante in bicicletta, coglionato e cazziato per tutto il film, il povero Nico è l’ombra non solo del sé stesso dei suoi film migliori, che so, “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Birdy_-_Le_ali_della_libert%C3%A0" target="_blank">Birdy</a>” oppure “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arizona_Junior" target="_blank">Arizona Junior</a>”, ma anche del sé stesso trash di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ghost_Rider_(film)" target="_blank">Ghost Rider</a>” o di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Segnali_dal_futuro" target="_blank">Segnali dal futuro</a>”. E se non è convinto nemmeno Nicolas, dobbiamo forse essere convinti noi?<span id="more-833"></span></p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/con-willow.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-838" title="Insieme all'ex botoxata" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/con-willow.jpg?w=510&h=340" alt="" width="510" height="340" /></a>Vediamo subito la trama, così almeno ce ne liberiamo subito: Edward Malus (sì, sapete, come l’assicurazione. Forse ha un fratello intelligente che si chiama Bonus, chissà) è un pulotto della stradale. Scioccato dopo aver visto un incidente stradale, sta lì a guardare televendite di materassi in tv quando gli arriva la letterina dell’ex che gli racconta della scomparsa della figlioletta e, se per piacere, potesse venire lui a cercarla. Eddie prende, si mette una deliziosa giacchetta da professore, di quelle con le toppette di pelle ai gomiti, e ci va. Del resto aveva un sacco di tempo libero. L’isola dove vive la ex è però in mano a un inquietante regime matriarcale ispirato a un alveare con tanto di regina, favi e fuchi (ma privo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fave_di_fuca" target="_blank">Fave di Fuca</a>) e composto da pazze ecologiste che, evidentemente, si lavano i capelli col piscio di cavallo, indossano mutandoni di lana che pizzica e sono governate da sorella Summerisle, una sotra di Ape Maia, ma molto più cazzuta. Tutto è mooooooolto sospetto, ed Edward dura un po’ di fatica a indagare. Alla fine, dopo che si imbatte casualmente in una cinquantina di indizi, gli sballuzzica in mente l’idea che la piccola (che si scopre che è pure figlia sua) debba essere sacrificata nella più classica nonché pagana delle cerimonie di fertilità. Tutti attendono con ansia quel giorno, perché è l’unico giorno dell’anno in cui ci si possono levare i mutandoni di lana che pizzica e in gabinetto si può usare la carta igienica invece delle ortiche. Fai che ti rifai, ecco che la piccola salta fuori. Ma, oh, colpone di scenona: era tutto un truccone! La vittima sacrificale non era la subdola mocciosetta, ma Edward medesimo! Oh, che intrigo, oh, che complotto! Malus viene quindi gambizzato e fatto brulè. Se poi ciò abbia fatto bene ai campi, non si sa. A noi, però, ha dato grande soddisfazione.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/con-maia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-839" title="Due chiacchiere con l'Ape Regina" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/con-maia.jpg?w=510&h=340" alt="" width="510" height="340" /></a>Di questo film si potrebbero, e si possono, dire tante cose. Tutte brutte. Vediamo gli attori: di Cage, abbiamo detto, sembra Benigni sotto anfetamine, magro, sparuto, con ‘sta lanetta in testa che pare un trapianto di pelo pubico. Una vera schifezza. Della sua ex, tale Willow, interpretata dalla non nota (e ci credo) <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kate_Beahan" target="_blank">Kate Beahan</a>, si può dire una sola cosa: le farà pure schifo la biancheria intima di cotone, ma non il botox. Per il resto, diciamo che fa onore al suo nome (Willow=salice), perché come recitazione fa piangere. Gli altri, boh, è tutta una fuffa di donne, donnine e donnone, magre, basse, alte, grasse, tutte con la faccia inquietante e tutte un po’ spuzzolenti. Alla fine c’è pure un inutile cameo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/James_Franco" target="_blank">James Franco</a>, forse passava di là e l’hanno ripreso di nascosto, con quelle micro-telecamerine che si compravano sul catalogo Euronova insieme alle <a href="http://tonyface.blogspot.it/2011/07/cultura-70s-le-scimmie-di-mare-e-gli.html" target="_blank">scimmie di mare</a>, agli occhiali a raggi X e alla penna cannocchiale. Per il resto, che dire: la musica (di Badalamenti, forse <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tano_Badalamenti" target="_blank">Tano</a>, non <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_Badalamenti" target="_blank">Angelo</a>) è la solita accozzaglia di archi e archetti, nonché di archetipi, che dovrebbe creare tensione e invece annoia; i costumi, beh, oltre a pizzicare, hanno solo l’indubbio vantaggio di coprire la maggior parte degli attori (quando, verso il finale, compaiono pure le maschere, che coprono loro la faccia, il film ha un sussulto di qualità); il montaggio è piuttosto ordinario, senza particolari sguizzi d’artista; la regia, di quel novello Orson Welles che risponde al nome di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neil_LaBute" target="_blank">Neil LaBute</a>, boh, non pervenuta.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/con-rowan.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-840" title="In costume da orso con la bastardissima figlioletta" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/con-rowan.jpg?w=510&h=340" alt="" width="510" height="340" /></a>“Il prescelto”, insomma, è una vera e propria accozzaglia: di idee, di citazioni, di situazioni, di momenti buttati qua e là nel tentativo di realizzare la scena cult. Niente riesce a strappare un brivido, nemmeno i mezzucci più beceri o l&#8217;insulso freak show del finale. Però tutto sa un po’ di già visto: un po’ di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/The_Village" target="_blank">The Village</a>”, un po’ di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/The_Ring" target="_blank">The Ring</a>”, un po’ di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grano_rosso_sangue" target="_blank">Grano rosso sangue</a>”, un po’ di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Harper%27s_Island" target="_blank">Harper’s Island</a>”, il tutto condito con una sapiente dose di approssimazione. Una qualsiasi delle falle della sceneggiatura avrebbe affondato il Titanic e la Costa Concordia in un colpo solo. Due soli esempi, i primi che mi vengono in mente: 1) Edward è uno della stradale, non un detective, eppure un semplice incidente (lui che dovrebbe averne visti centinaia), lo manda in esaurimento nervoso, mentre, allo stesso tempo, si sente autorizzato a fare indagini qua e là che nemmeno il tenente Colombo e 2) perché ammazzare anche il povero nonnetto che portava la spesa e la posta con l’idrovolante? Capisco far fuori Cage, ma così è darsi mazzate sulle balle da soli, oltre al fatto che, mentre di Edward non gliene sbatte niente a nessuno, del nonnetto magari qualcuno nota la mancanza, non fosse altro che girava per le isolette a portar la posta con un aereo. Mancanza di strategia a lungo termine? Chissà. In definitiva direi trattarsi di una visione riservata ai masochisti in cerca di piaceri estremi. Sarà un’esperienza che non dimenticheranno presto.</p>
<p>Voto: 3.5/10</p>
<br />Filed under: <a href='http://cinescherno.com/category/thriller/'>Thriller</a>, <a href='http://cinescherno.com/category/usa/'>USA</a> Tagged: <a href='http://cinescherno.com/tag/voto-3-5/'>Voto 3.5</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cinescherno.wordpress.com/833/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cinescherno.wordpress.com/833/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cinescherno.wordpress.com/833/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cinescherno.wordpress.com/833/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cinescherno.wordpress.com/833/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cinescherno.wordpress.com/833/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cinescherno.wordpress.com/833/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cinescherno.wordpress.com/833/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cinescherno.wordpress.com/833/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cinescherno.wordpress.com/833/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cinescherno.wordpress.com/833/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cinescherno.wordpress.com/833/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cinescherno.wordpress.com/833/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cinescherno.wordpress.com/833/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinescherno.com&#038;blog=25637234&#038;post=833&#038;subd=cinescherno&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Chronicle: la tutina da pompiere perde contro quella a stelle e strisce</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 15:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>grazky</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ce l’hanno spacciato come alternativa agli Avengers. Hanno detto che sarebbe stato un film “cult” che avrebbe cambiato la storia dei Cine Comics. Ci hanno fatto credere che le riprese “finte-amatoriali” (a mo’ di “Blair Witch Project” per capirci) e il realismo attribuito alle reazioni/azioni dei personaggi dopo aver scoperto i loro poteri, avrebbero portato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinescherno.com&#038;blog=25637234&#038;post=820&#038;subd=cinescherno&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/chronicle-locandina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-830" title="Chronicle-locandina" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/chronicle-locandina.jpg?w=300&h=174" alt="" width="300" height="174" /></a>Ce l’hanno spacciato come alternativa agli Avengers. Hanno detto che sarebbe stato un film “cult” che avrebbe cambiato la storia dei Cine Comics. Ci hanno fatto credere che le riprese “finte-amatoriali” (a mo’ di “Blair Witch Project” per capirci) e il realismo attribuito alle reazioni/azioni dei personaggi dopo aver scoperto i loro poteri, avrebbero portato al genere una ventata di aria fresca. Io l’aria fresca non l’ho proprio avvertita. Semmai ho avvertito una sensazione di nausea dovuta al continuo tremolio delle riprese (soprattutto all’inizio) e una sceneggiatura che non può vantare alcuna novità. Non serve a nulla riutilizzare la storia del supereroe che inizialmente non comprende la serietà dei propri poteri e non capisce ancora a che tipo di responsabilità porta per far fare ai protagonisti le “ragazzate” tipiche dei teenager (già visto in Spiderman , X-men 2 e X-men L’inizio, per non parlare di innumerevoli serie a fumetti, sia Marvel sia DC, che parlano proprio di queste problematiche, ancor prima di tante produzioni cinematografiche) finché uno dei tre non inizia a prenderci gusto passando alla forza oscura (anche questo già visto, ad esempio tra il Professor X e il suo amico/antagonista Magneto). <span id="more-820"></span><br />
<a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/chronicle-blog480.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-822" title="chronicle-blog480" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/chronicle-blog480.jpg?w=300&h=210" alt="" width="300" height="210" /></a>Quando poi uno dei protagonisti indossa la tuta da pompiere e la maschera per non farsi riconoscere, ho avuto la conferma che mi trovavo di fronte all’ennesimo tentativo non riuscito di ricreare e reinventare i classici supereroi che, nati da un’esigenza sociale, sono radicati nella storia e nella letteratura di genere. Alcuni hanno definito gli “Avengers” e i supereroi come “gli eroi in tutina”, dimostrando soltanto profonda ignoranza, screditando un genere che appartiene -e che nasce- da fattori storici e sociologici ben definiti (emblematica la nascita di Capitan America nel 1941 in pieno periodo di guerra). Ed è così che gli eroi in “tutina” battono gli “eroi ibridi”, che eroi non sono, dimostrando che dopo 70 anni suonati sono ancora “i vecchi” ad imporsi. E nemmeno la figura dell’antieroe funziona del tutto: nel cinema e nel mondo dei fumetti, l’antieroe è un protagonista fondamentalmente buono, antitetico all’eroe e privo delle sue caratteristiche per insuccesso o di solito per disarmonia interiore, ma che in ogni caso combatte il male, dando un senso al proprio destino. Ecco, nemmeno questo accade in Chronicle di <a href="http://www.imdb.com/name/nm2503633/" target="_blank">Josh Trank</a>, a parte un lieve accenno sul finale.</p>
<p>Inutile schierarsi contro gli “Avengers” e gli eroi in calzamaglia classici, quando è soltanto grazie a loro, semmai, che esistono pellicole come “Chronicle”. Inutile affermare che i poteri dei tre ragazzi siano particolari e fuori dal comune (sono semplici poteri di telecinesi come ce ne sono a centinaia nel mondo Marvel) e soprattutto è inutile e sbagliato reputare originale un film creato appositamente sul “contrario” dei classici Cine Comics, soprattutto senza introdurre nessuna novità, forzando eccessivamente nell’introspezione, cosa che riesce soltanto nel personaggio di Andrew, facendo così sembrare gli altri soltanto personaggi secondari.</p>
<p>Sarebbe più corretto confrontare Chronicle con un “Cloverfield” oppure con un “District 9”, ma in entrambi i casi (soprattutto nel secondo), il confronto non reggerebbe comunque.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/chronicle-goes-viral-with-a-movie-mashup-lgubger-x-large-1334878579.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-823" title="chronicle-goes-viral-with-a-movie-mashup-lgubger-x-large-1334878579" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/chronicle-goes-viral-with-a-movie-mashup-lgubger-x-large-1334878579.jpg?w=300&h=220" alt="" width="300" height="220" /></a>C’è da dire che il “found footage” (l’aggregazione di materiale video girato con telecamere dai protagonisti oppure da telecamere a circuito chiuso) funziona molto bene ed è capace di raccontare tutta la storia, anche quando lontana dal “regista immaginario”, inventando degli escamotage originali e divertenti (la telecamera volante ad esempio). Convince nel raccontare prima le delusioni e il bullismo, poi la rabbia e lo sfogo di Andrew (che sembra la controfigura di Leonardo Di Caprio ai tempi di Rome&amp;Giulietta, fateci caso), ricordando anche il “Carrie -  Lo sguardo di Satana”  di Brian De Palma. Un film divertente soprattutto all’inizio, che perde struttura man mano che si avvicina al finale, rivelando effettivamente il lato più debole del film: alla vicenda non vi è legato alcun senso profondo, anche se alla fine uno di loro esprime la volontà di fare del bene, questo non basta per evitare il crollo di tutta la struttura.</p>
<p>Voto: 6.5 / 10</p>
<p>La trama: Dopo essersi ubriacati ad una festa, tre amici si allontanano e trovano uno strano buco nel terreno, all&#8217;interno del quale vi è un blocco di cristallo che emana una strana luce. Dall&#8217;esposizione a quelle che potrebbero essere state delle radiazioni provenienti dal cristallo, Andrew (<a href="http://www.imdb.com/name/nm2851530/" target="_blank"><strong>Dane DeHaan</strong></a>), suo cugino Matt (<a href="http://www.imdb.com/name/nm3887625/" target="_blank"><strong>Alex Russell</strong></a>) e il ragazzo più popolare della scuola, Steve (<a href="http://www.imdb.com/name/nm0430107/" target="_blank"><strong>Michael B. Jordan</strong></a>), ottengono poteri telecinetici. Ora sono capaci di spostare le cose con la forza della mente e riescono addirittura a volare e soprattutto più si esercitano e più diventano potenti. Uno di loro, Andrew, inizia a perdere il controllo della situazione, è colto da delirio di onnipotenza, si sente invincibile e pronto a tutto. Diventa il più potente ma anche il più instabile e presto la situazione gli sfuggirà di mano.</p>
<br />Filed under: <a href='http://cinescherno.com/category/azione/'>Azione</a>, <a href='http://cinescherno.com/category/azione/catastrofico/'>Catastrofico</a>, <a href='http://cinescherno.com/category/dal-nostro-inviato-speciale/'>Dal nostro inviato speciale</a>, <a href='http://cinescherno.com/category/teen-ager/'>Teen-ager</a>, <a href='http://cinescherno.com/category/usa/'>USA</a> Tagged: <a href='http://cinescherno.com/tag/voto-6-5/'>Voto 6.5</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cinescherno.wordpress.com/820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cinescherno.wordpress.com/820/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cinescherno.wordpress.com/820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cinescherno.wordpress.com/820/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cinescherno.wordpress.com/820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cinescherno.wordpress.com/820/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cinescherno.wordpress.com/820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cinescherno.wordpress.com/820/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cinescherno.wordpress.com/820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cinescherno.wordpress.com/820/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cinescherno.wordpress.com/820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cinescherno.wordpress.com/820/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cinescherno.wordpress.com/820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cinescherno.wordpress.com/820/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinescherno.com&#038;blog=25637234&#038;post=820&#038;subd=cinescherno&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un gelido inverno: e non è che la primavera si annunci tanto più serena!</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 07:26:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinescherno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Tratto da libro]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Voto 7]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi piacciono gli scoiattoli fritti? Se la vostra risposta è sì, beh, avete un motivo in più per guardare “Un gelido inverno”, uno dei film protagonisti della stagione cinematografica 2011, nel corso della quale è stato anche candidato a 4 Oscar. Non ne ha vinto nessuno, ma questo non è per forza un male, sia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinescherno.com&#038;blog=25637234&#038;post=807&#038;subd=cinescherno&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/geliloc.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-812" title="La locandina" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/geliloc.jpg?w=210&h=300" alt="" width="210" height="300" /></a>Vi piacciono gli scoiattoli fritti? Se la vostra risposta è sì, beh, avete un motivo in più per guardare “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Un_gelido_inverno" target="_blank">Un gelido inverno</a>”, uno dei film protagonisti della stagione cinematografica 2011, nel corso della quale è stato anche candidato a 4 Oscar. Non ne ha vinto nessuno, ma questo non è per forza un male, sia chiaro, né sminuisce quello che, pur non essendo un capolavoro in senso assoluto, rimane comunque un discreto prodotto di quell’incredibile vivaio di talenti che è il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sundance_Film_Festival" target="_blank">Sundance Film Festival</a>. Oh, intendiamoci, le ciofeche le si vedono pure al Sundance, e nemmeno “Un gelido inverno” è del tutto privo di difetti, ma diciamo che, in questi anni in cui a Hollywood si vive un periodo di asfissia creativa, il cinema indipendente è ancora in grado di dare tante buone soddisfazioni. Sebbene “Un gelido inverno” non sia esattamente il mio genere, non posso fare a meno di ammettere che possieda un certo fascino magnetico, soprattutto per l’interpretazione dei protagonisti, in gran parte sconosciuti, anzi, pigliati proprio dalle amene strade dei monti <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Altopiano_d%27Ozark" target="_blank">Ozark</a>. Speriamo che poi si siano pure ricordati di rimetterceli, perché è il genere di facce che non vorreste mai incontrare in un vicolo buio.<span id="more-807"></span></p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/gelibanjo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-810" title="L'allegra famiglia Dolly" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/gelibanjo.jpg?w=510&h=344" alt="" width="510" height="344" /></a>La trama, dai: la diciassettenne Ree Dolly non è che sia stata baciata dalla fortuna. Con la madre catatonica e il padre uccel di bosco, tutto il peso della famiglia (oltre a mammina anche un fratello di 12 anni e una sorella di 6) e della gestione della miserrima fattoria nella quale vive sta sulle sue spalle. Il caro babbino, produttore casalingo non di salumi e grappa, ma di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metanfetamina" target="_blank">metanfetamine</a>, si è dato alla macchia per evitare il processo che lo condannerebbe a una buona diecina di anni di galera. Peccato che, se non si dovesse presentare in aula, l’ufficio di garanzia della cauzione si approprierebbe di casa e terreno per rientrare, almeno in parte, delle spese sostenute. Ree, allora, per non perdere tutto, si mette a cercare papino, scontrandosi soprattutto con l’omertà e la violenza dei vicini/parenti/complici. Sì, perché pare che babbo, per evitare il carcere, abbia spifferato tutto sulla locale industria della droga, attirando quindi su di sé la prevedibile vendetta del locale boss. Che sia morto? Possibile, anzi, probabile: tutto sta a dimostrarlo. Solo così, infatti, sarà possibile salvare casa e terra. Dopo qualche tentativo di depistaggio, un pestaggio al femminile e altre sfighe assortite, Ree troverà nell’altrettanto inquietante zio un improbabile alleato alla ricerca della verità.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/gelidocimi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-811" title="Gita al cimitero con zietto Teardrop" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/gelidocimi.jpg?w=510&h=274" alt="" width="510" height="274" /></a>L’impressione che lascia “Un gelido inverno” è quanto meno duplice. Da un lato, infatti, il cast, davvero perfetto, dà vita a un film teso, duro, opprimente, un vero e proprio thriller rurale dai risvolti non particolarmente psicologici ma non per questo meno inquietanti. Dall’altra, invece, rimane come un sottofondo di non riuscito, la sensazione che una storia così avrebbe meritato una regia migliore, una più acuta visione d’insieme. Spesso mi piace immaginare gli sfaceli che un regista mediocre avrebbe fatto di un buon film; in questo caso, invece, non ho potuto fare a meno di pensare che, se dietro la cinepresa ci fosse stato, boh, diciamo un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Clint_Eastwood" target="_blank">Clint Eastwood</a>, forse “Un gelido inverno” quei quattro Oscar se li sarebbe portati a casa. Ripeto, non sono i premi la misura della bontà o meno di un film, il mio era solo un esempio comprensibile. È come quando suonavo (male) la chitarra. Quello che nelle mie mani era un pezzo di legno poco collaborativo, nelle mani dell’amico concertista diventava un divino strumento. La colpa, ovviamente, non era della chitarra, ma mia. Con “Un gelido inverno” mi è capitato di formulare lo stesso pensiero. La stoffa c’è, soprattutto quella attoriale, il sarto un po’ meno.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/gelibarca.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-813" title="Un'altra gita, stavolta si cerca il cadavere di papino" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/gelibarca.jpg?w=510&h=340" alt="" width="510" height="340" /></a>La regista, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Debra_Granik" target="_blank">Debra Granik</a>, infatti, non è che sia proprio questa grande maestra di cinema. Al suo attivo ci sono un cortometraggio e due film, uno dei quali è appunto “Un gelido inverno”. Nonostante siano stati tutti accolti con favore, almeno sulla scena indipendente, non posso fare a meno di pensare che, in questo caso, sarebbe stato meglio affidare la regia a qualcun altro. Una scelta difficile, ovviamente, visto che, come ripeto ancora una volta, la storia c’è ed è bella, potente, affilata, ricca di personaggi vivi e veri, ancorché talvolta stereotipati. Oltretutto la Granik si è pure scritta la sceneggiatura, figuriamoci se dopo tutta questa fatica cedeva la pappa pronta al primo che capitava. Ma faccio un esempio: del mio odio per la macchina a spalla ho già parlato. La differenza, in questo caso (al contrario di quanto accadeva in “<a href="http://cinescherno.com/2012/04/02/half-nelson-sbagliando-si-impara-anche-a-scuola/" target="_blank">Half Nelson</a>”), è che il suo uso appare poco ragionato, poco funzionale. Lo stesso tipo di scene (soggettive, interni, esterni, movimenti), infatti, sono girate a volte a spalla e a volte no, e me ne sfugge il motivo. Una ragione c&#8217;è di sicuro, ma non la si capisce, sembra più casuale che sostanziale; dà invece l&#8217;idea di una generica scelta del tipo: &#8220;Questa scena la giriamo a spalla perchè mi sa che viene meglio&#8221;. E la lista delle mie perplessità potrebbe andare avanti. Anche le altre componenti tecniche non mi hanno particolarmente colpito, dal montaggio in giù. Tutto ben fatto, tutto ordinato, ma manca quel qualcosa in più che fa la differenza con tanti film altrettanto buoni.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/gelijenny.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-814" title="Per Ree i guai non finiscono mai" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/gelijenny.png?w=510&h=286" alt="" width="510" height="286" /></a>L’aspetto davvero ottimo, invece, come già più volte detto, è quello del cast. Di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jennifer_Lawrence" target="_blank">Jennifer Lawrence</a>, la giovane protagonista, si dice in giro un gran bene, e il recente “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hunger_Games_(film)" target="_blank">The hunger games</a>”, per quanto mi puzzi di cazzata lontano un miglio (ma non l’ho ancora visto) e mi dia l&#8217;impressione di essere un clone di &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battle_Royale_%28film%29" target="_blank">Battle Royale</a>&#8221; geneticamente incrociato con &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27implacabile_%28film_1987%29" target="_blank">L&#8217;implacabile</a>&#8220;, ne ha fatto una star planetaria. I numeri, comunque, non le mancano, e una certa legnosità espressiva, anzi, gioca sicuramente a suo favore, almeno in questso caso specifico. Un ruolo del genere buttato sulle spalle di una quasi debuttante, non dimentichiamolo, avrebbe potuto schiacciarla. E invece no. Scommessa vinta? Botta di culo? Solo il tempo ce lo dirà, intanto in “Un gelido inverno” è davvero molto brava. Tra gli altri, poi, non può non spiccare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Hawkes" target="_blank">John Hawkes</a>, ovvero zio Teardrop, fattone della prima ora che, però, trova nella forza e nel coraggio della nipote un nuovo slancio di dignità lungo la china di un disfacimento fisico e morale, al contrario di tutti gli altri maschi della storia, assenti o, se presenti, violenti e opprimenti. Una nota di merito la darei infine alla purtroppo poco apprezzata <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dale_Dickey" target="_blank">Dale Dickey</a>, stralunata bella di giorno in “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/My_Name_Is_Earl" target="_blank">My name is Earl</a>” e qui spietata donna del boss e custode dell’intero castello di omertà che soffoca il circondario. Nel complesso, da vedere.</p>
<p>Voto: 7/10</p>
<br />Filed under: <a href='http://cinescherno.com/category/drammatico/'>Drammatico</a>, <a href='http://cinescherno.com/category/tratto-da-libro/'>Tratto da libro</a>, <a href='http://cinescherno.com/category/usa/'>USA</a> Tagged: <a href='http://cinescherno.com/tag/voto-7/'>Voto 7</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cinescherno.wordpress.com/807/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cinescherno.wordpress.com/807/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cinescherno.wordpress.com/807/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cinescherno.wordpress.com/807/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cinescherno.wordpress.com/807/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cinescherno.wordpress.com/807/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cinescherno.wordpress.com/807/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cinescherno.wordpress.com/807/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cinescherno.wordpress.com/807/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cinescherno.wordpress.com/807/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cinescherno.wordpress.com/807/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cinescherno.wordpress.com/807/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cinescherno.wordpress.com/807/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cinescherno.wordpress.com/807/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinescherno.com&#038;blog=25637234&#038;post=807&#038;subd=cinescherno&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Vai e vivrai: se di mamma (per fortuna) ce n&#8217;è ben più di una!</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 18:04:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinescherno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Voto 9]]></category>

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		<description><![CDATA[Vedere un film di Radu Mihaileanu è sempre un rischio. Il buon Radu, sappiatelo, è subdolo come un cobra incazzato e pericoloso come Mike Tyson con le emorroidi infiammate. A una notevole tecnica cinematografica, infatti, Mihaileanu unisce la capacità di sorprendere sempre, di non essere mai scontato, di cambiare registro in corsa, di saper colpire [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinescherno.com&#038;blog=25637234&#038;post=786&#038;subd=cinescherno&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/vailoc1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-797" title="La locandina" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/vailoc1.jpg?w=210&h=300" alt="" width="210" height="300" /></a>Vedere un film di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radu_Mih%C4%83ileanu" target="_blank">Radu Mihaileanu</a> è sempre un rischio. Il buon Radu, sappiatelo, è subdolo come un cobra incazzato e pericoloso come Mike Tyson con le emorroidi infiammate. A una notevole tecnica cinematografica, infatti, Mihaileanu unisce la capacità di sorprendere sempre, di non essere mai scontato, di cambiare registro in corsa, di saper colpire al cuore, di affrontare i temi più abusati non solo senza retorica, ma anche dando loro nuove e inesplorate sfumature. Chi ha visto “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Train_de_vie_-_Un_treno_per_vivere" target="_blank">Train de vie</a>” (e conosce quindi il maledetto finale a sorpresa di quel meraviglioso film) e ha già sperimentato sulla propria pelle tutta la bravura di questo regista non particolarmente prolifico, non rimarrà certo deluso a ripescare, se l’avesse perso, anche questo altrettanto straordinario “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vai_e_vivrai" target="_blank">Vai e vivrai</a>”, che apre una delle molte dolorose e misconosciute pagine della storia moderna, quella dell’esodo degli ebrei etiopi, i cosiddetti “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Falascia" target="_blank">Falascià</a>”, che, alla fine degli anni ’70, cacciati sia dall’Etiopia che dal Sudan, furono trasportati in Israele per mezzo di un ponte aereo, lasciando però lungo il cammino migliaia di morti.<span id="more-786"></span></p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/vaibimbo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-798" title="Insieme alla mamma numero 3" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/vaibimbo.jpg?w=510&h=358" alt="" width="510" height="358" /></a>Il buon Radu, questa volta, non gioca sporco come in “Train de vie”, ma sa comunque come colpire, e colpire anche forte e basso, ben sotto la cintura. La sua bravura, però, sta nel fatto che voi, inermi spettatori, non solo incasserete una scarica di mazzate che la metà bastava, ma lo farete pure con il sorriso. Eh, già, perché Mihaileanu è bravo, bravo davvero, e di un film come questo, su un tema come questo, che avrebbe invitavo qualsiasi altro regista alla vaccata lacrimosa, magari con un bel “tratto da una storia vera” scritto in caratteri cubitali bianchi su sfondo nero in apertura di pellicola, Radu tira fuori una storia solida, mai retorica, tenera, anche divertente, a tratti, dai mille indimenticabili personaggi. Certo, il colpo di grazia finale c’è anche qui, a quello proprio non è stato in grado di rinunciare. Però non è come “Train de vie”, no, un altro finale come quello (deve essersene reso conto pure il buon Radu) avrebbe lasciato stecchito – nel vero senso della parola – tutto il pubblico degli estimatori di questo geniaccioo romeno. E poi, non so se l’avevo già detto, Mihaileanu odia ripetersi e, soprattutto, ama sorprendere.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/famiglia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-799" title="Con la famiglia adottiva" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/famiglia.jpg?w=510&h=338" alt="" width="510" height="338" /></a>La trama: Solomon, bimbo etiope di religione cristiana, va a finire in uno degli immensi campi profughi sudanesi nei quali sono convogliati gli ebrei etiopi in attesa del trasferimento in Israele. La madre, sicura che il figlio non sarebbe sopravvissuto agli stenti e alle malattie, lo costringe a dichiararsi ebreo e, con la complicità di un’altra madre cui era da poco morto un bimbo della stessa età di Solomon, ad andare in Israele. Solomon, ribattezzato all’ebraica Shlomo, pur non capendo le ragioni del distacco, né capendo l’atto di estremo amore che spinge una madre a scacciare il figlio per dargli una nuova speranza di vita, parte. Sfiga vuole che anche la finta madre muoia poco dopo. Shlomo, dopo un difficile periodo di adattamento, viene infine adottato da una famiglia moderna e aperta, di idee abbastanza laiche. Sviluppa anche, nel frattempo, un particolare attaccamento per Qes Amara, un anziano e saggio rabbi falascià, che gli fa da mentore, insegnante e padre. Sulla sua pelle, Shlomo vive tutte le difficoltà di integrazione in Israele (l’inserimento a scuola, l’amore per una ragazza bianca) e, ovviamente, anche quelle legate al diventare adulto. Il finale non ve lo racconto, perché sarebbe un peccato, e poi Mihaileanu si incazzerebbe di brutto.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/vaivech.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-802" title="Con il rabbi etiope Qes Amara" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/vaivech.jpeg?w=510&h=213" alt="" width="510" height="213" /></a>Ricapitolo: bambini abbandonati, campi profughi, madri coraggio, amore contrastato… vi immaginate cosa ci avrebbe tirato fuori, che so, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anthony_Minghella" target="_blank">Minghella</a>, da una roba del genere? O <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Steven_Spielberg" target="_blank">Spielberg</a>? Mihaileanu, invece, ci tira fuori un film di cui è tanto facile innamorarsi quanto difficile da catalogare. I primi minuti, con quelle belle musicone alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Williams" target="_blank">John Williams</a>, sembrano quasi un “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jurassic_Park_(film)" target="_blank">Jurassic Park</a>” o un “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Congo_(film_1995)" target="_blank">Congo</a>”, l’amore tra Sarah e Shlomo ha sicuramente dei bei momenti alla “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_tempo_delle_mele" target="_blank">Il tempo delle mele</a>” (il lento ballato col walkman è un omaggio davvero sfacciato!), le scene dedicate ai temi più politici e sociali hanno l’asciuttezza e il rigore di un documentario, le scene comiche, che pure non mancano, fanno davvero ridere, i momenti tra Shlomo e le molte madri che lo proteggono traboccano d’amore e il rapporto tra il giovane e il suo anziano mentore Qes Amara a me personalmente ha ricordato un po’ “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Karate_Kid_-_Per_vincere_domani">Karate kid</a>” (scusa, Radu), sarà che ormai ho una certa età e tendo a vedere agli anni ’80 come a un ormai lontano paradiso in cui la fantasia rendeva tutto possibile, almeno al cinema.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/vaisarah1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-801" title="Con Sarah" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/vaisarah1.jpg?w=510&h=330" alt="" width="510" height="330" /></a>“Vai e vivrai”, insomma, è un bel film, nella stessa maniera in cui un romanzo di Chuck Palahniuk è un bel romanzo. Fa ridere? Certo! Fa piangere? Ovvio! Fa indignare? Molto! Si può catalogare? Mica tanto. Ma in fondo, chi se ne frega? Se non sapete dove sistemarlo sullo scaffale dei DVD potete sempre ricorrere all’ordine alfabetico. Ciò che conta è che “Vai e vivrai” è una storia che lascia il segno, soavemente girata da un regista che alterna fioretto e sciabola, ma che, quando vuole, va sempre a bersaglio. Come Boniperti, chiamato a commentare lo scudetto della Juve, non vorrei elogiare un singolo giocatore; io, però, della classe di quel magnifico grande vecchio sono tristemente privo, e quindi lo faccio: a parte tutti gli Shlomo del film (bimbo, giovane, adulto), infatti, chi spicca è la brava <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yael_Abecassis">Yael Abecassis</a> che, con la sua quieta bellezza alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jennifer_Connelly" target="_blank">Jennifer Connelly</a>, interpreta la madre israeliana, vero baluardo d’amore e sicurezza. È lei che, con infinita tenerezza, muove tutte le pedine: difende Shlomo bambino, sostiene Shlomo adolescente, lo allontana da sé adulto per aiutarlo a crescere (e in questo non è inferiore alla vera madre) lo spinge a dichiararsi a Sarah, va a ricucire il loro rapporto lacerato dalla rivelazione che Shlomo non è ebreo. Di mamma ce n&#8217;è una sola, ma potendo scegliere, questa non è davvero male. La scena cult: le facce dei compagni di Shlomo bambino quando, alla domanda: &#8220;Chi ha dato vita alla religione ebraica&#8221;, risponde, da cristiano in incognito, ma non troppo: &#8220;Gesù&#8221;. Da non perdere, sul serio.</p>
<p>Voto: 9/10</p>
<br />Filed under: <a href='http://cinescherno.com/category/drammatico/'>Drammatico</a>, <a href='http://cinescherno.com/category/francia/'>Francia</a>, <a href='http://cinescherno.com/category/israele/'>Israele</a> Tagged: <a href='http://cinescherno.com/tag/voto-9/'>Voto 9</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cinescherno.wordpress.com/786/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cinescherno.wordpress.com/786/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cinescherno.wordpress.com/786/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cinescherno.wordpress.com/786/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cinescherno.wordpress.com/786/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cinescherno.wordpress.com/786/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cinescherno.wordpress.com/786/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cinescherno.wordpress.com/786/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cinescherno.wordpress.com/786/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cinescherno.wordpress.com/786/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cinescherno.wordpress.com/786/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cinescherno.wordpress.com/786/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cinescherno.wordpress.com/786/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cinescherno.wordpress.com/786/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinescherno.com&#038;blog=25637234&#038;post=786&#038;subd=cinescherno&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>The Avengers: Spacca! (citando Hulk)</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 12:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>grazky</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione]]></category>
		<category><![CDATA[Catastrofico]]></category>
		<category><![CDATA[Dal nostro inviato speciale]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Voto 8]]></category>

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		<description><![CDATA[E finalmente, dopo 4 anni dalla prima apparizione di Iron-man sul grande schermo, Nick Fury è riuscito a riunire il suo gruppo di Vendicatori…  a sentirla così, avere Hulk, Capitan America, Iron-man, Thor, Vedova Nera e Legolas, pardon, Occhio di Falco in un unico film (sì lo so la battuta è di Tony Stark) sembrerebbe [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinescherno.com&#038;blog=25637234&#038;post=764&#038;subd=cinescherno&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/the-avengers-international-poster-01_mid.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-766" title="the-avengers-international-poster-01_mid" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/the-avengers-international-poster-01_mid.jpg?w=212&h=300" alt="" width="212" height="300" /></a>E finalmente, dopo 4 anni dalla prima apparizione di Iron-man sul grande schermo, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nick_Fury" target="_blank">Nick Fury </a>è riuscito a riunire il suo gruppo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vendicatori" target="_blank">Vendicatori</a>…  a sentirla così, avere <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hulk" target="_blank">Hulk</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Capitan_America" target="_blank">Capitan America</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Iron_Man" target="_blank">Iron-man</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thor_(fumetto)" target="_blank">Thor</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vedova_Nera_(Natasha_Romanoff)" target="_blank">Vedova Nera </a>e Legolas, pardon, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Occhio_di_Falco" target="_blank">Occhio di Falco </a>in un unico film (sì lo so la battuta è di Tony Stark) sembrerebbe a rischio “pasticcione”… e invece la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marvel_Studios" target="_blank">Marvel Studios</a> dimostra di aver raggiunto maturità e consapevolezza. La formula utilizzata dal regista “alle prime armi” <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joss_Whedon" target="_blank">Joss &#8220;Buffy&#8221; Wheddon </a>è quella della commedia, propria ai precedenti film di Iron-man (utilizzata anche in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thor_(film)" target="_blank">Thor </a>e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Captain_America_-_Il_primo_Vendicatore" target="_blank">Captain America</a>, ma in modo molto meno efficace) che eccelle grazie alla bravura di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Downey_Jr." target="_blank">Robert Downey Jr.</a>  e ad almeno una ventina di battute cult. Ogni supereroe trova il proprio posto senza essere sacrificato o trascurato e soprattutto ogni azione è ben calibrata, da antologia la sequenza dei singoli combattimenti durante l’attacco alieno su Manhattan, preceduto dalla sequenza in rotazione attorno ai Vendicatori finalmente in armonia tra loro.<span id="more-764"></span></p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/thevangersiron-man-launches-himself-at-lokis-hovering-ship_gallery_primary.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-768" title="thevangersIron-Man-launches-himself-at-Lokis-hovering-ship_gallery_primary" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/thevangersiron-man-launches-himself-at-lokis-hovering-ship_gallery_primary.jpg?w=300&h=207" alt="" width="300" height="207" /></a>Un altro pregio di questo film è che non troviamo subito un gruppo volenteroso alla collaborazione. Tutti i supereroi, infatti, preferiscono atteggiarsi da spacconi per dimostrare le proprie capacità e grazie a queste divergenze (e a tanta voglia di rissa) vediamo Iron-man scontrarsi con Thor e quest&#8217;ultimo contro Capitan America, poi ancora Iron-man contro Capitan America, Vedova Nera contro Occhio di Falco e poi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hulk" target="_blank">Bruce Banner</a>, l’unico perennemente sull’orlo di una crisi di nervi, che, tranquillo e pacato, va d’accordo con tutti fino a quando non perde definitivamente il controllo, rilasciando il suo immenso potere e scatenando il Golia Verde che tutti temono, regalandoci così uno scontro tra Thor e Hulk veramente spassoso. Infine, grazie al sacrificio di una figura secondaria, il gruppo si decide di collaborare e finalmente vediamo i Vendicatori al massimo delle loro capacità.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/avengers-hulk22420122.png"><img class="size-medium wp-image-774 alignright" title="avengers-hulk22420122" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/avengers-hulk22420122.png?w=300&h=157" alt="" width="300" height="157" /></a>Di certo siamo di fronte ad uno dei cinecomic più riusciti, sicuramente tra i film della Marvel in Top3 assieme al primo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Iron_Man_(film)" target="_blank">Iron-man</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L'incredibile_Hulk_(film)" target="_blank">all’incredibile Hulk </a>(quello della Marvel, perché quello di Ang Lee è veramente da dimenticare), ma che non riesce comunque a battere il cuore, l’anima e il fascino del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_cavaliere_oscuro" target="_blank">Cavaliere Oscuro </a>(Il Batman di Christopher Nolan, il più cupo e dannato di sempre). Ad ogni modo, restando nell’universo Marvel (Batman appartiene alla DC), si può dire che <em>The Avengers</em> abbia voluto puntare tutto il proprio arsenale sulle scene di combattimento “fra” e “dei” supereroi, regalando momenti di puro divertimento senza mai annoiare, senza mai prendersi sul serio.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/header.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-771" title="header" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/header.jpg?w=510&h=189" alt="" width="510" height="189" /></a>Ma ecco i due “ma”: il film, probabilmente per forza maggiori, sacrifica lo spessore dei personaggi (a parte Tony Stark/Iron-man) e presenta un nemico, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Loki_(fumetto)" target="_blank">Loki</a>, privo di scopo e profonditá (anche se interpretato benissimo dal carismatico <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tom_Hiddleston" target="_blank">Tom Hiddleston</a>).<br />
In conclusione, da vecchio appassionato di fumetti, posso dire che The Avengers rappresenta tutto quello che ci si aspetta dai Vendicatori e forse anche di piú…</p>
<p>Dal vostro inviato speciale in modalitá &#8220;verde e molto arrabbiato&#8221;</p>
<p><strong>La trama:</strong> In un presente parallelo su cui incombe la minaccia di Loki (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tom_Hiddleston" target="_blank">Tom Hiddleston</a>) – semidio e fratellastro di Thor (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chris_Hemsworth" target="_blank">Chris Hemsworth</a>) – e del suo esercito alieno, pronto ad invadere la Terra sfruttando le proprietà energetiche del Tesseract (un misterioso cubo di energia spaziale) s’incontrano e si scontrano i supereroi della Marvel: Stark/Iron Man (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Downey_Jr." target="_blank">Robert Downey Jr.</a>), Rogers/Captain America (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chris_Evans" target="_blank">Chris Evans</a>), Banner/Hulk (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mark_Ruffalo" target="_blank">Mark Ruffalo</a>), Vedova Nera (<a href="http://www.imdb.it/name/nm0424060/" target="_blank">Scarlett Johansson</a>) e Occhio di Falco (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jeremy_Renner" target="_blank">Jeremy Renner</a>), a cui si unirà anche Thor. Tutti radunati sotto l’occhio vigile, l’unico che gli è rimasto, di Nick Fury (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Samuel_L._Jackson" target="_blank">Samuel L. Jackson</a>). Fare squadra e respingere il nemico non sarà semplice.</p>
<p>Voto: 8/10<strong></strong></p>
<br />Filed under: <a href='http://cinescherno.com/category/azione/'>Azione</a>, <a href='http://cinescherno.com/category/azione/catastrofico/'>Catastrofico</a>, <a href='http://cinescherno.com/category/dal-nostro-inviato-speciale/'>Dal nostro inviato speciale</a>, <a href='http://cinescherno.com/category/usa/'>USA</a> Tagged: <a href='http://cinescherno.com/tag/voto-8/'>Voto 8</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cinescherno.wordpress.com/764/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cinescherno.wordpress.com/764/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cinescherno.wordpress.com/764/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cinescherno.wordpress.com/764/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cinescherno.wordpress.com/764/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cinescherno.wordpress.com/764/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cinescherno.wordpress.com/764/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cinescherno.wordpress.com/764/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cinescherno.wordpress.com/764/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cinescherno.wordpress.com/764/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cinescherno.wordpress.com/764/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cinescherno.wordpress.com/764/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cinescherno.wordpress.com/764/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cinescherno.wordpress.com/764/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinescherno.com&#038;blog=25637234&#038;post=764&#038;subd=cinescherno&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Dancer in the dark: se si mescola la Nutella con la merda</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 15:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinescherno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Voto 2]]></category>

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		<description><![CDATA[Recensire un film, così come criticare un’opera in senso più ampio, non è mai facile. La dote più importante per farlo bene, infatti, è l’obiettività. Essere obiettivi, però, e lo dico anche da giornalista, è molto difficile. Qualsiasi cosa sia intercettata dai nostri sensi e, successivamente, filtrata dalla nostra mente, finisce inevitabilmente per essere modificata [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinescherno.com&#038;blog=25637234&#038;post=744&#038;subd=cinescherno&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/dancerloc.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-752" title="La locandina" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/dancerloc.jpg?w=203&h=300" alt="" width="203" height="300" /></a>Recensire un film, così come criticare un’opera in senso più ampio, non è mai facile. La dote più importante per farlo bene, infatti, è l’obiettività. Essere obiettivi, però, e lo dico anche da giornalista, è molto difficile. Qualsiasi cosa sia intercettata dai nostri sensi e, successivamente, filtrata dalla nostra mente, finisce inevitabilmente per essere modificata dai numerosi ostacoli che incontra sul percorso che ha termine sulla pagina scritta. Ostacoli che si chiamano ignoranza (perché posso mal giudicare una cosa non conoscendo ciò che l’ha generata), preconcetti (il fatto che non mi piaccia il pesce non vuol dire che un piatto di pesce sia cucinato male), fretta (non ho tempo di approfondire a sufficienza tutti gli aspetti di un fatto), stress, eccetera. Se, però, guardiamo il problema dal punto di vista opposto, a renderci unici e irripetibili, così come unico e inconfondibile ciò che scriviamo, sono proprio questi ostacoli. L’importante è che, per onestà, siano evidenti a chi legge. Accingendomi a scrivere di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dancer_in_the_dark" target="_blank">Dancer in the dark</a>”, voglio pertanto essere franco riguardo a ciò che mi ha condizionato nel vedere questo film: il mio amore per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bj%C3%B6rk" target="_blank">Björk</a>, ma anche il mio odio mortale per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lars_von_Trier" target="_blank">Lars von Trier</a>, per le stupide, estremiste, intransigenti e irritanti regole di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dogma_95" target="_blank">Dogma</a>, per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Catherine_Deneuve" target="_blank">Catherine Deneuve</a>, per i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Musical" target="_blank">musical</a>, per i film inutilmente drammatici, per le seghe mentali e per l’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Intellettualismo" target="_blank">intellettualismo</a> fine a sé stesso. Se, tenuto conto di tutto ciò, vi interessa ancora leggere la mia recensione, andate pure avanti, poi non dite che non vi avevo avvertiti.<span id="more-744"></span></p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/dancercatherine.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-756" title="In fabbrica a rischiare le dita alla pressa" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/dancercatherine.jpg?w=510&h=238" alt="" width="510" height="238" /></a>La trama: Selma è un’immigrata cèca che sta diventando cieca. La cosa vi fa ridere? Beh, sarà l’unica volta che lo farete. Ed è merito mio, non di Lars von Trier. Comunque. Selma lavora in fabbrica, fa un sacco di straordinari e risparmia all’osso per pagare un’operazione che permetterebbe di curare gli occhi del figlio, che diventerà cieco pure lui. Non cèco, cieco. Ah, ha pure un’amicona, Kathy, e uno spasimante, Jeff. Selma e il figlio, Gene, vivono un una ridente baracchetta presa in affitto da una coppia in cui il marito fa il poliziotto. Avendo sputtanato un’eredità in investimenti sbagliati, il poliziotto inganna Selma fregandole tutti i soldi nascosti nella proverbiale scatola di biscotti. Quando la sfig… ehm, Selma, che ha mangiato la foglia, va a richiederglieli, prima si trova di fronte la moglie che l’accusa di averci provato con il marito, poi il marito stesso, armato, che la minaccia con la pistola di servizio. La poverett… ehm, Selma non cede e parte il classico colpo. Mentre la moglie, convinta che Selma voglia ammazzare il marito, va a chiamare aiuto, il poliziotto scongiura Selma di ucciderlo, perché ormai travolto dai debiti. Lei, astutamente, dopo avere sparacchiato qua e là mancandolo (è cieca, o quasi, lo ricordo), lo finisce smaciullandogli la testa con un cassetto. Prima di essere arrestata ha il tempo di portare i soldi recuperati all’oculista che dovrà operare il figlio. Dopo un processo piuttosto sommario, nel quale inanella una serie di figure di merda epocali, Selma viene condannata a morte e, piuttosto che spendere il denaro destinato all’operazione per pagare un avvocato decente che potrebbe salvarla, preferisce sacrificarsi per la vista del figlio. La accontentano.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/dancercathe2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-757" title="Guardiamoci negli occhi" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/dancercathe2.jpg?w=510&h=217" alt="" width="510" height="217" /></a>Ecco: questi, seppur un po’ buttati in vacca, sono i fatti, nudi e crudi. E, soprattutto chi il film non l’ha visto, potrà ora pensare che si tratti in fondo di un film certo drammatico ma intenso, certo un po’ paradossale nella pioggia di sfighe che cadono sul capino di Selma ma comunque avvincente. Beh, no, e vi spiego perché. Il motivo è che quell’immenso spocchioso di Lars von Trier, già ideatore di Dogma, ovvero quella serie di regole stilate con l’unico intento di ammazzare la magia del cinema – riuscendoci – non si accontenta più di fare un bel film drammatico, come gli era già  riuscito con “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Europa_(film)" target="_blank">Europa</a>” o con l’ipnotico “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Le_onde_del_destino" target="_blank">Le onde del destino</a>”, no, lo stronzino arrogante, non contento di farci sempre vedere quanto sappia mescolare i generi, quanto sappia metaforizzare, quanto sia abile indagatore dell’animo umano, quanto sia bravo a smascherare i perversi meccanismi che la società nasconde sotto una patina di perbenismo, non contento di tutto ciò, che fa? Scombina le carte, mescola gli ingredienti, va sul surreale perché il reale non è più sufficiente.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/dancertribu.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-755" title="Una testimonianza di rara chiarezza" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/dancertribu.jpg?w=510&h=216" alt="" width="510" height="216" /></a>E allora ci propina “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dogville" target="_blank">Dogville</a>”, dove gli attori vagano su un palco sul quale l’assenza di scenografia dovrebbe simboleggiare lo spogliarsi delle sovrastrutture che regolano il consorzio umano ma, in realtà, trasforma tutto in un’esibizione da mimi di quart’ordine; ci propina “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Idioti_(film)" target="_blank">Idioti</a>”, dove un branco di deficienti, che non trova di meglio che fingersi disabili e fare ammucchiate per mettere alla berlina l’ipocrisia e il perbenismo della società, risulta più indisponente che illuminante; ci propina, infine, “Dancer in the dark”, dove la storia di una madre che si sacrifica per proteggere il figlio da una cecità che è sia rifiuto di vedere le brutture del mondo che, allo stesso tempo, sconfitta della luce della bontà umana di fronte al buio della cattiveria e all’ignoranza, alla fine, risulta solo una carrellata di sfighe sadicamente inflitte a una già sfigatissima sfigata. Lars, scusami, le metafore vanno bene, ma non ci puoi scassare le balle per tutta una carriera con questo simbolismo! Non fare la fine della “Corazzata Potemkin” in Fantozzi, salvati, ti prego! Sei ancora in tempo, le belle storie le sapevi scrivere, i bei film li sapevi dirigere, non ti far castrare dalle tue stesse regole, assapora anzi il piacere di infrangerle per tornare a raccontare una bella storia di cinema! Solo gli stupidi non cambiano mai idea!<a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/dancercappio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-754" title="Il momento più allegro del film" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/dancercappio.jpg?w=510&h=192" alt="" width="510" height="192" /></a>E poi il musical! Io, il musical, generalmente, già lo odio preso da solo. Figurati poi se mi piace vederlo mischiato in un dramma estremo come questo. La poveretta lascia quasi una mano sotto la pressa in fabbrica e mi parte il tip-tap; è in ginocchio sui ceci in tribunale e mi prende il via la rumba; mi è lì col cappio al collo e parte “Meu amigo Charlie Brown”. Tu, Lars, hai anche un bel parlarmi di fuga dalla realtà, di sogno a occhi aperti (come fai spesso dire a Selma), di volo della fantasia; ma alla fine, l’impressione che rimane, è quella di aver mescolato la Nutella con la merda. Anche nel dramma più nero si può sempre avere un lato comico, sono il primo a dirlo, ma la tua ricetta non fa né ridere, né riflettere. Posso essere sincero? Dà solo fastidio, è umiliante. Che dire, quindi, di questo film? Che giudicarlo obiettivamente, per me, è troppo, non ci riesco, chiedo scusa a tutti. Che l’impressionante interpretazione di Björk, per la quale da molti anni nutro un amore sconfinato, è l’unico aspetto davvero apprezzabile di quello che, scusatemi la franchezza, non appare altro che un altro capitolo della lunga involuzione masturbatoria e autocompiaciuta di un ex grande regista prigioniero, ormai forse senza più speranza di salvezza, di una prigione di vanità costruita con tanta premeditazione quanto freddo calcolo. Ricordati, però, Lars, che nonostante i premi vinti, i critici ruffiani e i compiacenti discepoli di cui ti circondi, alla fine il Re è sempre nudo.</p>
<p>Voto: 2/10</p>
<br />Filed under: <a href='http://cinescherno.com/category/danimarca/'>Danimarca</a>, <a href='http://cinescherno.com/category/drammatico/'>Drammatico</a> Tagged: <a href='http://cinescherno.com/tag/voto-2/'>Voto 2</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cinescherno.wordpress.com/744/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cinescherno.wordpress.com/744/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cinescherno.wordpress.com/744/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cinescherno.wordpress.com/744/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cinescherno.wordpress.com/744/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cinescherno.wordpress.com/744/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cinescherno.wordpress.com/744/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cinescherno.wordpress.com/744/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cinescherno.wordpress.com/744/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cinescherno.wordpress.com/744/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cinescherno.wordpress.com/744/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cinescherno.wordpress.com/744/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cinescherno.wordpress.com/744/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cinescherno.wordpress.com/744/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinescherno.com&#038;blog=25637234&#038;post=744&#038;subd=cinescherno&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Una spia non basta (This means war): una simpatica alternativa al suicidio</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 13:58:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinescherno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commedia]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[I film della Fosca]]></category>
		<category><![CDATA[Romantico]]></category>
		<category><![CDATA[Voto 6]]></category>

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		<description><![CDATA[Partirei col dire che il New York Post ha definito questo film “spectaculary awful” ma io dissento con quei parrucconi Woody Allen-dipendenti: io mi sono molto divertita. Il plot è semplice: prendete due maschioni legati da profonda amicizia. Fatto? Fate in modo che uno sia romantico e sincero e l&#8217;altro sia impenitente e cinico ed [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinescherno.com&#038;blog=25637234&#038;post=733&#038;subd=cinescherno&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/spialoc.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-737" title="La locandina" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/spialoc.jpg?w=236&h=300" alt="" width="236" height="300" /></a>Partirei col dire che il New York Post ha definito questo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Una_spia_non_basta" target="_blank">film</a> “spectaculary awful” ma io dissento con quei parrucconi Woody Allen-dipendenti: io mi sono molto divertita. Il plot è semplice: prendete due maschioni legati da profonda amicizia. Fatto? Fate in modo che uno sia romantico e sincero e l&#8217;altro sia impenitente e cinico ed aggiungete un pizzico di spionaggio internazionale. Fatto? Ora prendete una bionda, carina, simpatica ma inspiegabilmente single, impiantate una bella scommessa su chi la conquista per prima, aggiungete abbondante colla vinilica e avrete un&#8217;oretta e mezza di puro gigionamento. La cosa più divertente del film sta nella tragicomica piaggioneria degli sceneggiatori: sono loro i veri protagonisti di questo film anche se non vengono mai nominati, ne inquadrati. Sono loro i miei idoli! Già mi immagino il produttore untuoso che commissiona la più scontata pellicola del decennio, imponendo la bionda e intimando un profitto di almeno il 150% del costo del film.<span id="more-733"></span></p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/spiabelli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-738" title="Ecco i due maschioni rivali..." src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/spiabelli.jpg?w=510&h=268" alt="" width="510" height="268" /></a>Me li vedo, Dowling e Kinberg, in camicia a stampa floreale, che si ubriacano su una spiaggetta di Malibu, loro che hanno studiato Carpenter e Bergman, mentre rimandano a domani la stesura della ennesima commediola della loro carriera. Non sono neppure gli ultimi stupidi nella loro categoria, eppure eccoli lì&#8230; Timothy deve aver proposto a Simon di suicidarsi bevendo il mercurio del termometro, che tanto a Malibù le variazioni sono minime, che cazzo lo tieni a fare. Simon accetta e restano lì, con i bicchieri davanti al naso, pronti al tragico gesto. L&#8217;uno pensa a quando recitava in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terminator_3_-_Le_macchine_ribelli" target="_blank">Terminator 3</a>, l&#8217;altro quanto si era divertito a scrivere <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sherlock_Holmes_(film_2009)" target="_blank">Sherlock Holmes</a>. Come sono caduti in basso&#8230; Ma poi, sul fondo del bicchiere il mercurio fa da specchio, e allora si vedono: hanno la faccia da brave persone, non saranno dei geni ma non fanno neanche tanto schifo e sentono un crescente bisogno di smetterla di prendere il lavoro così tanto sul serio. A volte, per fare qualcosa di buono, si dovrebbe smetterla di sognare di fare qualcosa di eccellente. Ed allora, gettano i calici contro il muro ed il mercurio esplode in miliardi di goccioline scintillanti che compongono la scritta “Whatever”, la parola più scontata del decennio. Ed ecco l&#8217;idea! Dowling e Kingberg si mettono a scrivere febbrilmente, cercando di farcire il film di quanti più clichet possano farci stare in 97 minuti di film, senza dignità, o ancora meglio, sfidando ogni genere di pudore, e invece di cercare di farsi venire in mente qualcosa di nuovo, sfruttano tutte le ovvietà possibili, gustandosele fino in fondo, rendendole incalzanti e pressoché perfette. Alla fine si stringono la mano e giurano di non lavorare mai più assieme.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/spiabiondaspritz.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-739" title="... ed ecco la bionda oggetto del contendere" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/spiabiondaspritz.jpg?w=510&h=287" alt="" width="510" height="287" /></a>La scelta dei due attori figoni ricade su due nomi ancora non conosciutissimi al grande pubblico, che qui sfoderano tanto il talento muscolare quanto tempi comici davvero notevoli. Partirei parlando di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tom_Hardy" target="_blank">Tom Hardy</a> che oltre che essere un bel ragazzone è pure un attore di tutto rispetto. Chi lo ha ammirato a bocca aperta in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bronson_(film)" target="_blank">Bronson</a> faticherà a riconoscerlo qui, così pulito e cheese. Hardy, stella nascente del cinema inglese, vincitore di un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/BAFTA" target="_blank">BAFTA</a> e di un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/British_Independent_Film_Awards" target="_blank">BIFA</a>, era l&#8217;ultima persona che mi sarei immaginata di trovare in questa commedia. Il dramma è che questi attori inquieti, dal corpo bestiale e con gli occhi tristi, spesso fanno film notevoli, per i quali vincono anche premi di rilievo, ma poi sfondano veramente solo quando noi donne ci innamoriamo di loro nelle commedie romantiche. In questo senso sono felice che Hardy abbia fatto “This means war”, perché il ragazzo merita fama, e dunque più ingaggi. Inutile dirvi che se fossi nella bionda del film non farei neppure iniziare la gara e sceglierei lui senza esitazione.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/spiamano.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-740" title="Ok, giochiamocela a birra e salsicce!" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/spiamano.jpg?w=510&h=341" alt="" width="510" height="341" /></a>L&#8217;altro figone è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chris_Pine" target="_blank">Chris Pine</a>, già visto in qualità di Capitano Kirk nell&#8217;ultimo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Star_Trek_(film_2009)" target="_blank">Star Trek</a>. Anche lui non è male e qui fa molto ridere, ma che vi devo dire&#8230; ogni volta che lo vedo mi sembra la versione strafatta di botox di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michael_Weatherly" target="_blank">Michael Weatherly</a> (il quale invece sì che è veramente bello bello bello in modo assurdo). L&#8217;accoppiata dei due è ottima, si vede che sul set si sono divertiti e la cosa passa molto bene anche attraverso lo schermo. Ad un certo punto gli sceneggiatori devono essersi presi un po&#8217; troppo bene perché in una scena, si intravedono alcuni fotogrammi di Paul Newman e Robert Redford in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Butch_Cassidy_(film)" target="_blank">Butch Cassidy</a>. Accostare questi giovini bellimbusti ai due più grandi attori degli anni &#8217;60 mi sembra un filettino troppo. Credo che sia lì che i critici cinematografici abbiano deciso di stroncare il film. Se sullo schermo fossero apparsi Starsky &amp; Hutch sarebbe andato tutto liscio, ma probabilmente gli sceneggiatori qui avevano per un attimo dimenticato il loro proposito di celebrare i clichet senza crederci troppo.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/una_spia_non_basta_3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-741" title="Ed ecco la soluzione: il classico sandwich!" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/05/una_spia_non_basta_3.jpg?w=510&h=337" alt="" width="510" height="337" /></a>La bionda è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reese_Witherspoon" target="_blank">Reese Witherspoon</a>, sempre dotata di scucchia sorridente e quintalate di mascara. Lei a me non dice niente, non ho mai capito l&#8217;amore che gli mmmerigani hanno per il suo mascellone, comunque fa da spalla molto bene a Hardy e Pine e per questo la ringraziamo. Diciamoci la verità: invidio ferocemente le sue gambe, per cui non spenderò una parola in più su di lei. Una nota di merito va alla scelta della colonna sonora che partecipa a pieno titolo a creare il clima gigione del film. Mi sembra che il cinema mmerigano stia davvero sfruttando al meglio le potenzialità della musica nei film. Io, ad esempio, adoro il modo in cui <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kevin_Smith" target="_blank">Kevin Smith</a> usa le canzoni quasi come fossero attori, dando loro molto risalto nel creare il mood delle scene. Anche i due sceneggiatori mancati-suicidi sembrano essere di questa scuola. Direi addirittura che una delle risate più grasse me l&#8217;ha fatta fare la canzone &#8220;Sabotage&#8221; dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Beastie_Boys" target="_blank">Beastie Boys</a> messa al posto giusto.</p>
<p>A &#8220;This means war&#8221; dò un 6 come film , ma un 8 come commedia romantica scacciapensieri.</p>
<p>Lunga vita agli sceneggiatori!</p>
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			<media:title type="html">cinescherno</media:title>
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			<media:title type="html">La locandina</media:title>
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			<media:title type="html">Ecco i due maschioni rivali...</media:title>
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			<media:title type="html">... ed ecco la bionda oggetto del contendere</media:title>
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			<media:title type="html">Ok, giochiamocela a birra e salsicce!</media:title>
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			<media:title type="html">Ed ecco la soluzione: il classico sandwich!</media:title>
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		<title>Irina Palm: quando si dice “prendere in mano la propria vita”!</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 11:49:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinescherno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commedia]]></category>
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		<category><![CDATA[Romantico]]></category>
		<category><![CDATA[Voto 7.5]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cinema inglese è un cinema capace di tutto: il delizioso film in costume, la trasposizione scespiriana di sicuro successo, l’adattamento su pellicola di un classico della propria eccezionale letteratura (Dickens, le Brönte, Jane Austen, Wilde, Agatha Christie, Conan Doyle, Fleming e un milione di altri), lo struggente film di guerra, il dramma di denuncia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinescherno.com&#038;blog=25637234&#038;post=720&#038;subd=cinescherno&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/04/irinaloc.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-722" title="La locandina" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/04/irinaloc.jpg?w=210&h=300" alt="" width="210" height="300" /></a>Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cinema_britannico" target="_blank">cinema inglese</a> è un cinema capace di tutto: il delizioso film in costume, la trasposizione scespiriana di sicuro successo, l’adattamento su pellicola di un classico della propria eccezionale letteratura (Dickens, le Brönte, Jane Austen, Wilde, Agatha Christie, Conan Doyle, Fleming e un milione di altri), lo struggente film di guerra, il dramma di denuncia sociale sui lavoratori affamati dalla Thatcher  e molto, molto altro. Poi c’è un altro filone, forse il più inglese di tutti: quello del surreale, quello dell’assurdo, quello dello humour che capiscono solo loro e che tu, non inglese, che guardi il film, ovviamente non capisci ma ridi comunque, perché intuisci che qualcosa di divertente è successo, anche se non hai ben chiaro cosa. Intendiamoci, ci sono film che fanno ridere, eccome, ma la sensazione che lasciano è che il regista e lo sceneggiatore, nel momento creativo in cui nasce un film, si siano seduti a un tavolino, abbiano sorbito un tè very british e abbiano pensato a due concetti, particolarmente distanti tra loro, da abbinare sullo schermo. Esempi (vediamo se vi ricordano qualcosa): operai metallurgici e spogliarelli; Gesù e i Monty Python; la Seconda guerra mondiale e un maiale nascosto in cantina; sobborghi popolari e balletto; Irlanda del nord e travestiti (almeno due). Anche il film di oggi, ovvero &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Irina_Palm" target="_blank">Irina Palm &#8211; il talento di una donna inglese</a>&#8221; è nato così, sbattendo un’anziana e dignitosa signora in un bordello e stando a vedere che succedeva. Beh, ha funzionato anche stavolta, maledetta sia la perfida Albione!<span id="more-720"></span></p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/04/irinamiki.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-723" title="Insieme a Miki" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/04/irinamiki.jpg?w=510&h=246" alt="" width="510" height="246" /></a>La trama: Maggie è la tipica signora inglese di una certa età, tutta bridge e tè delle cinque. È vedova e vive in un sobborghino dove si conoscono tutti. Il figlio, per quanto antipatico, gli ha dato l’unica luce dei suoi occhi, ovvero il nipotino. Quando, però, dickensianamente, quest’ultimo si ammala di broncopolmopleurocatarrosassinosi, rara malattia che si può curare gratuitamente, sì, ma solo in Australia (forse bevendo birra e tosando pecore), nonna Maggie si mette a cercare lavoro per aiutare i genitori a mettere insieme la somma necessaria al viaggio e al ricovero, per loro proibitiva. Non sapendo far nulla oltre al tè, Maggie si mette in mente di diventare ricca vendendo il proprio corpo dietro pagamento di ingenti somme. Ma la carriera della peripatetica, per una signora ben oltre la sessantina, appare quanto meno in salita. Gli inglesi, però, sono ostinati, e la cara Maggie (sul serio, ma esiste un nome più deliziosamente british di questo?) trova nel burberamente romantico Miki, gestore di un bordellone non da poco, il proprio insolito Pigmalione. La carriera di Maggie decolla come addetta al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Glory_hole" target="_blank">glory hole</a>, che funziona così: il cliente mette il proprio ciccio in un buco nel muro e, dall’altra parte della parete, un’addetta glielo sollazza. Maggie assume un nome d’arte, Irina Palm (fantastico!), conquista l’amore di Miki e (una volta scoperta) il disprezzo delle compaesane e del figlio, che rifiuta il denaro così raccolto. A far cambiare idea a quest’ultimo sarà la moglie, colpita dal sacrificio della suocera un tempo snobbata. Maggie, alla fine, non va in Australia con la famiglia, ma decide di prendere armi e bagagli e lasciare la casupola in favore dell’alcova del suadente – ma realmente innamorato – Miki.</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/04/irinagh.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-724" title="Al lavoro!" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/04/irinagh.jpg?w=300&h=168" alt="" width="300" height="168" /></a>Che dire di questo film? Che, pur essendo assai bello, vive un po’ di alti e bassi, con più alti che bassi, comunque. Le vere colonne, il vero valore aggiunto, il vero senso di vedere “Irina Palm” sta nella presenza e nella recitazione dei due protagonisti, Maggie e Miki, ovvero <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marianne_Faithfull" target="_blank">Marianne Faithfull</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Miki_Manojlovic" target="_blank">Miki Manojlovic</a>. Intensa cantante e sensibile attrice, nonché per molti anni musa e compagna di Mick Jagger la prima; volto notissimo del cinema europeo e jugoslavo in particolare il secondo, a lungo attore feticcio di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emir_Kusturica" target="_blank">Emir Kusturica</a>, i due interpreti sono il motivo per il quale vale la pena vedere questo bel film. La loro storia d’amore, del tutto non convenzionale, è tanto insolita quanto romantica; i loro dialoghi sono sicuramente i migliori del film, per il resto non particolarmente memorabile da questo punto di vista (qualche bello scambio, comunque, ce l’ha sempre Maggie con Luisa e con le compaesane pettegole). Il loro primo incontro nel losco ufficio di Miki è davvero indimenticabile, con battute tanto irripetibili quanto irresistibili. Il bacio finale, da anziani navigatori della vita che si ritrovano sulla stessa spiaggia della mezza età è altrettanto struggente, così come certi sguardi e atteggiamenti del corpo che dicono molto più di ciò che i due, non particolarmente loquaci, soprattutto Maggie, non vorrebbero ammettere. Una volta, tutto questo si chiamava recitare. Lo spiegassero a certi giovini attori di oggi, il cinema ne godrebbe immensamente. Meno interessanti sono i comprimari, gli scialbi familiari e le acide zitellone del vicinato. Bravi, certo, ci mancherebbe, ma la loro presenza, accanto a due vere icone come la Faithfull e Manojlovic risalta tanto quanto la carta da parati sul muro cui sono appesi i girasoli di Van Gogh. Fa giusto un po’ di sfondo, ecco. Menzione d&#8217;onore per il grembiulino con il quale Maggie/Irina assolve ai propri compiti (lo potete ammirare in foto).</p>
<p><a href="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/04/irinanip.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-725" title="Con il nipote malato" src="http://cinescherno.files.wordpress.com/2012/04/irinanip.jpg?w=300&h=199" alt="" width="300" height="199" /></a>Sapete, in fondo, a pensarci bene, quello che apprezzo di questo film e, più in generale, del cinema inglese, è l’atmosfera. Gli inglesi, nonostante non lo ammetterebbero mai, sono infatti i perfetti europei. Non latini e casinisti come noi mediterranei, non freddi e organizzati come gli scandinavi, non inquietanti e pericolosi come gli slavi, i sudditi di Sua Maestà sono equilibrati da ogni punto di vista. E questo equilibrio si ritrova anche nel loro cinema, in cui anche nella peggiore tragedia un sorriso scappa sempre, in cui la fantasia è sempre funzionale a storie anche molto vere, in cui si urla poco e quasi niente esplode (Bond a parte). Rilassanti, ma non da casa di riposo, leggeri senza essere frivoli. Beh, intendiamoci, le ciofeche le sanno fare pure loro; ma diciamo che il carattere generale della loro cinematografia, è questo. Cioè, per dire: ve lo immaginate questo film fatto dagli americani? Con un’attempata <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jenna_Jameson" target="_blank">Jenna Jameson</a> a fare pippe e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Banderas" target="_blank">Antonio Banderas</a> a fare l’impresario del porno? Io, purtroppo, sì. E vi consiglio di vedere “Irina Palm”.</p>
<p>Voto: 7.5/10</p>
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