Jodhaa Akbar – La moglie dell’imperatore: fate l’amore, non fate la guerra!

Interno notte. Che brutta vita è quella della lavoratrice a cottimo (oggi noto come partita iva): ho per me stessa solo un paio d’ore al giorno ma sono così stanca che non posso far altro se non sfrantecarmi sul divano e raschiare il barile estivo dei 3000 canali del digitale terrestre. Io la pay tv non ce l’ho e non ce l’avrò neppure in futuro visto che il governo sta risanando il paese. Così, tra il caldo, le zanzare e un crescente delirio di nocumento e rovina, eccomi qui a sperare che la tivvù mi salvi. Zapping zapping zapping zapping. Che maroni tutte sta cagate che ci sono sui canali: la donna che partorisce nel water, il tipo con le pustole pelose, l’attorucolo che era famoso 20 anni fa che si è fatto di botulino… Noooo la fiction sulle sorelle Fontana nooooo! Voglio morire! Ecco perchè guardo poco la tivvù… Mi ci vorrebbe qualcosa di molto colorato, magari ambientato in terre lontane, mi ci vorrebbe un po’ di speranza low cost e, a dirla tutta, mi ci vorrebbe anche un bel po’ d’amore. Si, perchè quando sei ridotta una larva depressogena forse è il caso di farsi una dose esagerata di glitter e zuccheri. “Oggi è martedì” mi dice una vocina nella testa “metti su Rai Movie che d’estate c’è la rassegna sul cinema indiano”. Accetto il consiglio ed ecco il film che mi salverà! Grazie Rai Movie! Ogni tanto sono pure contenta di pagare il canone! Esterno giorno: Vengo catapultata in India, nel XXVI° secolo, c’è un sole che levati e tutti vanno i giro vestiti in technicolor. Fichissimo! L’imperatore Akbar è un figone con due spalle tante e degli occhi verdi come il mare che ha un dubbio gusto per i baffi e per i capppellini decorati. Di lavoro fa il conquistatore e, al momento in cui lo incontro, ha già un regno sconfinato ai suoi piedi. Akbar è il re della dinastia Moghul che dalla Persia è arrivata a possedere una bella fettona di India. Lui e i suoi sono di religione islamica e ora si trova a fronteggiare qualche problemino di ordine religioso, oltre che politico. Per dare una svolta al suo regno decide di combinare un matrimonio di stato con la figlia del re Rajput, Jodha. Lei non è verde, piccola e spelacchiata come l’omonimo grande jedi, ma è una figona di proporzioni planetarie, di saldissima fede indù, che accetta il compromesso a patto di poter continuare a praticare la propria fede in santa pace. Il matrimonio si combina e i due supergnocchi si trovano nello stesso castello a studiarsi e a scambiarsi occhiatone fuggitive. La differenza religiosa si pone subito come un ostacolo anche perchè i consiglieri dell’imperatore non vogliono cambiamenti nella struttura super-islamica del regno e vedono la nuova regina come un pericolo. Mica hanno torto. Infatti lei, adorabile e sempre compitissima, finisce per far davvero innamorare il baffuto imperatore che, un po’ per far piacere a lei, un po’ perchè interessato alla pace inter-religiosa, accorda tutta una serie di leggi a favore della convivenza tra diverse fedi ed etnie. Le trame di palazzo e le tensioni politico-confessionali non sono poche ma alla fine l’amore cosmico trionfa.

Interno notte. Corro al pc per documentarmi sul figone baffuto, che nel frattempo è diventato il mio nuovo attore di Bollywood preferito. Si chiama Hrithik Roshan, ha fatto una miliardata di film e… e… e… ha due pollici nella mano destra???!!! Ok. Confesso un po’ di inquietudine. É da quando, in “Agostino” di Moravia, ho letto dell’uomo con sei dita che nutro una certa diffidenza nei confronti dei polidattili. “Però nel film non si vedeva…” dice una vocina, “Forse ce l’avrà piccolo…” risponde l’altra vocina “mmm mi sa che questo non c’ha niente di piccolo…” conclude una terza. Se anche voi, come me, di fronte alle scene in cui un bell’uomo sta a torso nudo a fare esercizi di spada, con la luce raso-muscolo, invece che sdegnarvi, alzate il sopracciglio divertite, allora questo film vi darà grandi soddisfazioni. Non che il film sia tutto così frivolo, ma non c’è che dire: gli indiani sfruttano fino in fondo certe ingenuità della sceneggiatura, ma in un modo così infantile e senza vergogna, da essere quasi magnetici. La regina Jodha invece è interpretata dalla sempre splendida Aishwarya Rai. A mio avviso è veramente la donna più bella del cinema, senza contare che nel 1994 è stata eletta miss Mondo. Mica pizza e fichi! Anzi, mica Chapati e tamarindo! Io non posso certo dirmi un’esperta di film indiani, ne avrò visti qualche decinaia, ma mi sembra di aver capito che i canoni di recitazione per Bollywood siano a tratti molto diversi dai nostri. Ad esempio un bravo attore indiano deve saper, di base, resistere a lunghissimi primi piani tenendo sempre la stessa espressione. E se la telecamera stacca e poi ritorna, la bravura al cubo sta nel rifare la stessa identica faccia, come una statua. Straight the pose! Sono molto affascinata da questa faccenda, poiché, in antitesi al dinamismo emotivo occidentale, sembra proprio che il punto più alto della comunicazione degli affetti in India stia nella capacità di impersonare l’idea stessa di quella emozione, in maniera così totalizzante da essere immobile. Avete presente quando in storia dell’arte si studia come Michelangelo si ispirasse a Plotino nella sua ricerca della perfezione come ritorno all’idea pura e all’Uno? (Vabbè, dai, è quella faccenda per cui il viso della madonna nella Pietà è la quintessenza della compassione.) Ecco. Io quando guardo le espressioni semi-immobili degli attori indiani penso che stiano andando alla ricerca della faccia definitiva che esprima Quella data emozione, Quel dato patimento. Sono statue viventi, con la responsabilità di rappresentare l’umanità intera. Li adoro.

A metà tra maschere e mistica meditativa, quei primi piani mi riportano a pochi ed essenziali movimenti dell’animo. Da questo punto di vista sia Roschan che la Rai hanno due facce spettacolari, non solo perchè belle ma soprattutto perchè immobili. Certo, nella sceneggiatura indiana, ritroviamo molte stereotipizzazioni e molto di rado i cattivi diventano buoni (se non per miracolo) o i buoni esprimono anche le loro meschinità – pare che da loro Shakespeare non sia ancora passato – ma per me le loro commedie dell’arte sono incredibilmente ristoratrici. Mi fanno tornare a un mondo infantile, in cui dietro alla complessità della vita può nascondersi sempre il pensiero magico e magari qualcuno si mette pure ad intonare una canzone. Ovviamente, essendo un film indiano, non sono mancate grandi scene musicali, con addirittura centinaia di ballerini e con voli di colombe eccetera. La colonna sonora, tra l’altro è stata scritta da A.R. Rahman che, per intendersi, tra i tanti premi ha vinto anche due Oscar per “Slumdog Millionaire“. Per gli amanti del genere consiglio di darci un’ascoltata perchè merita davvero, la consiglio anche a chi abbia voglia di organizzare una serata ethnic-chill-out, stupendo gli amici. amici.

La moglie dell’imperatore, però presenta anche una particolare cura e rispetto alle solite pellicole made in India, si staglia dal mucchio. Il regista Ashutosh Gowariker si era già cimentato con un’opera super-premiata come “Lagaan” e anche qui si vede il suo zampino. Gowariker pensa le cose in grande ed evidentemente aspira a dirigere produzioni che abbiano una diffusione anche oltre il territorio indiano. Anche nella vicenda storica, il regista ha messo le mani per romanzare tutto il romanzabile, al punto da riscrivere certi “dettagli” – tipo che Jodha non sposò Akbar ma suo figlio – al punto che i rajastani si sono incazzati di brutto e hanno addirittura vietato la proiezione nel film nella loro regione. In compenso “La moglie dell’imperatore” ha avuto un buon successo sia in patria che all’estero, vincendo anche parecchi premi. In questo colossal indiano, il cui titolo originale è Jodhaa Akbar, troviamo quasi 4 ore di grande cinema, con una fotografia spettacolare, campi lunghi trionfali, primi piani di tutto rispetto e una scenografia curata al millimetro. In italia è stata trasmessa la versione tagliatissima, di poco meno di 2 ore, per cui si fatica a fare una vera valutazione della sceneggiatura. Per noi italioti, sono state tagliate molte scene di guerra e il filone della storia più legato ai fatti storici e alle tensioni religiose è stato un po’ sacrificato per dare più spazio alla storia d’amore. Ovviamente è un vero abominio fare questo genere di taglia-cuci ma il film non è stato distribuito nelle sale e mi rendo conto che le televisioni non si fiderebbero ad investire il doppio dei soldi in doppiaggio per un film che magari abbiamo visto in poche migliaia di spettatori. Questo, in fondo, è uno dei motivi per i quali tivvù e cinema non potranno mai essere veramente alleati.

Interno giorno. Questa mattina, svegliandomi mi sono accorta di aver sognato tuta notte di essere in India. Forse il merito è del figone polidattilo, ma più probabilmente è l’effetto della potenza visiva del film che mi si è incistato in da brain. Per chi sia a digiuno di pellicole indiane consiglio di partire da questo bel filmone storico e di gustarselo in full HD con colori ultravivaci. Come film di Bollywood si merita sicuramente un bell’8, se poi dovessi valutalo per come mi ha risollevato l’umore, penso che gli darei anche di più.

La Fosca

Voto: 8/10

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15 pensieri su “Jodhaa Akbar – La moglie dell’imperatore: fate l’amore, non fate la guerra!”

  1. ok,finalmente trovo qualcuno a cui piacciono i film indiani….,e ce l’abbiamo fatta!!!…carissima “la fosca” ..che dirti…,beh qualcosa ti devo dire visto che sto qui a scrivere un commento..altrimenti non scrivevo nulla e non commentavo nulla..logicamente,..ok..non divaghiamo…che dirti…,di nuovo,ti ho letto tutta di un fiato..e mi sembrava di leggere i miei pensieri la prima volta che ho visto questo film.la storia,i colori,la musica ( per altro c’è la musica post-matrimonio dei santoni vestiti di bianco che è qualcosa di meraviglioso,seguita da quel ballettino..ti entra dentro,io l ho canticchiata per un giorno interno..sembravo una scema,inventavo le parole cosi a caso),i protagonisti…Roshan merita,ma merita proprio tanto tanto tanto…………insomma merita,fisico occhietto ,bel visetto..dai…”Roshan in India te la regni..” (come si dice dalla mie parti), ed Ash..beh..l’ho vista anche in altri film ed semplicemente bellissima e molto sensuale !…cmq..al di la di questo,..film che a me è piaciuto molto ( che non si era capito?),che rivedo sempre con piacere.e poi..pensate solo che nonostante i baci nei film indiani siano vietati,i protagonisti ,la storia e tutto il resto riescono a trasmettere passione,amore con la stessa intensità di un film europeo o italiano dove ti fanno vedere anche altro……mah..
    volevo chiederti una cosa,hai scritto che il film dura quasi 4 re,ma che a noi è arrivata una versione ridotta di 2ore,sai per caso dopo posso trovare il film interno?..ovvero..voglio passare 4 ore in India..:-)!!!!sai come posso fare?

    1. Grazie! Mi piace l’approccio che ha Fosca nel recensire i film, a metà fra il divertito e l’affettuoso. Io torno a trovarvi, certo, ma i film indiani li recensite??? (Sai com’è, quelli occidentali mi hanno stufato, bastaaaaaa). Comunque informo entrambi che il link alla recensione di Jodhaa Akbar di Fosca che avevo postato nel profilo Twitter del blog è stato rilanciatissimo dai fan indiani di Hrithik, quindi aspettatevi un po’ di visite dall’Asia meridionale…

      1. In effetti l’India è diventato il terzo paese dopo Italia e USA per provenienza delle visite. Visto che sono un miliardo, conto di veder presto salire il contatore delle pagine viste! :-)
        Per quanto riguarda Bollywood, l’esperta è Fosca, dipende da lei la scelta di cosa e quando vedere, io sono un capo assai democratico! AHAHAHAH!
        Comunque il tuo blog mi è piaciuto molto, anche se ho avuto solo pochi istanti per dargli una scorsa. Eventualmente ci sentiamo via mail, mi piacerebbe poter ripostare qualcuno dei tuoi articoli! Intanto a presto e grazie ancora!

  2. Ho visto il tuo sito e voglio ringrazierti per il lavoro che svolgi: mi ha dato grande gioia!
    Non sto avendo molta fortuna con i film che mi hai segnalato, ma ho già recuperato mu name is khan. per deformazione professionale credo che sarà anche il prossimo film indiano che recensirò. l’ho trovato con sub inglese.
    Non ti prometto però che sarà subitissimo perchè ho un po’ di recensioni in coda, ma giuro che infittirò la sezione film indiani qui su cinescherno :)))
    Ma soprattutto preparati ad essere citato ;)

    1. Dio! Sono felice che ti sia piaciuto! Tutto lo staff ci lavora tantissimo ormai da anni, sacrificando tempo libero, famiglia, vita sociale… Spero che tu abbia trovato My name is Khan nella versione integrale indiana, perchè esiste anche una versione ufficiale, voluta dal regista, per il mercato internazionale (ed è quella che è stata doppiata in italiano). Comunque, se è in lingua hindi, dovresti andare sul sicuro. E’ un film non privo di lacune, ma spero ti piacerà ammirare la coppia di attori più famosa di Bollywood: Shah Rukh Khan e Kajol.
      Non vedo l’ora di leggere le recensioni che scriverari sui film indiani. Ti prego di avvisarmi via e-mail, così sono sicura di non perdermele. Grazie 1000 in anticipo e… benvenuta a bordo! #FollowBollywood

  3. Non mancherò di guardare e grazie della segnalazione! Recensisco con piacere anche Dhoom 2 e Dabangg ma ci impiegherò un po’ perchè ho altri film in coda. comunque conto di vedermi molto cinema indiano anche solo per diletto :)
    ma soprattutto complimenti per il tuo blog! Ci ho dato un’occhiatona e mi ha fatto molto felice!

    1. Ritiro tutto. Ho visto un pezzetto di Dabangg ma ho smesso subito. L’edizione italiana non ha niente della trascinante vivacità dell’originale. Fulgido esempio di come ammazzare un film. Che tristezza. E pensare che è uno dei miei preferiti…

      1. Ti dirò che non mi è affatto dispiaciuto. mi ah aftto molto ridere e, a pare qualche lentezza, l’ho trovato interessante. la cosa migliore è che non saprei dire di che stile cinematografico si tratti. :)
        non so come fosse nella versione originale ( hanno fatto tagli?) ma un 7 glielo darei sicuramente. lui poi è un personaggio adorabile!
        http://www.youtube.com/watch?v=rI7lgI6jbEU voglio ballare così anche io! ahahaha

    2. (Uffa! Ho perso il commento e lo devo riscrivere!)
      Sono contentissima che Dabangg ti sia piaciuto! Ero così mortificata ieri sera per lo scempio che mi scorreva dinanzi agli occhi e per avertelo consigliato! Volevo sparire! Sì, il film è divertentissimo e lo riguardo – in originale – sempre con grande piacere. Per me il genere è spaghetti-eastern!!! Non saprei dirti circa i tagli perchè ne ho visto solo un pezzetto e poi, in lacrime di disperazione, ho lasciato perdere. Io gli avevo dato 4,5 su 5 e lo avevo collocato al quarto posto nei film hindi del 2010 da vedere, ma solo perchè un po’ mi vergognavo di metterlo al primo… Salman Khan non era fra i miei preferiti, ma dopo Wanted e soprattutto Dabangg l’ho decisamente rivalutato. Guarda che il suo Chulbul è davvero irresistibile!!! La colonna sonora e le coreografie sono scintillanti. Per me è la migliore colonna sonora hindi del 2010!

  4. Grandissima!!! La recensione mi è piaciuta moltissimo!!! E il film pure… ma in versione integrale su dvd originale e soprattutto al cinema da pellicola, nel corso di una mitica rassegna romana organizzata dal Centro Sperimentale. Come si fa a non amare incondizionatamente il cinema indiano e a considerarsi esseri umani? Poi: come si fa a non adorare Hrithik e Ash, la coppia più scintillante di Bollywood? Ti consiglio di gustarteli in Dhoom 2 – Back in action, ma anche nel non esaltante Guzaarish (il regista di quest’ultimo, Bhansali, è lo stesso di Devdas, filmone sontuosissimo presentato a Cannes fuori concorso una decina d’anni fa – fra l’altro Ash è nel cast).

    1. Grazie Cinema Hindi!
      mi sto già procurando i film che mi hai segnalato. Amo molto i film indiani ed è un peccato che siano così poco distribuiti qui da noi.
      mi sono procurata la versione integrale di jodhaa akbar ma con i sottotitoli in inglese. tu ne hai vista una versione in italiano?

      1. Brava ragazza! Così si fa! La proiezione a cui avevo assistito a Roma era in edizione originale e integrale, ma con i sottotitoli anche in italiano. Purtroppo nelle sale italiane sono stati distribuiti solo due film bollywoodiani: Lagaan (una decina d’anni fa – in edizione quasi integrale), e My name is Khan nel 2010 (edizione non integrale, per cui ti consiglio di procurarti il dvd indiano con sottotitoli in inglese, anche perchè il doppiaggio italiano del protagonista – affetto da autismo – non tiene conto delle sfumature e dello sforzo recitativo dell’attore). Poi: domani sera (lunedì) alle 21 su Rai 4 non perderti Dabangg, film DIVERTENTISSIMO!!! E martedì stessa ora su Rai Movie Nanhe Jaisalmer, un dolcissimo e pluripremiato (in vari festival internazionali, dedicati a quel pubblico, Milano compreso) film per ragazzi. Buona visione! (Aspetto con ansia recensione di Dabangg).

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