I mercenari 2: va bene il crepuscolo degli dei, ma qui è notte fonda!

24 05 2013

La locandinaCome faccio sempre quando mi trovo a dover recensire dei sequel dei quali ho già recensito il prequel, sono andato a rileggere quanto scritto in merito al film precedente. Anche a distanza di diversi mesi, la mia opinione su “I mercenari”, ovvero il primo capitolo del franchise che, spero, si concluda definitivamente con questo secondo episodio – vista anche l’età dei protagonisti – non è cambiata. Continuo a ritenere quella prima pellicola una riuscita reunion dei cari, vecchi e muscolosi – ancorché ormai un filino decadenti – testosteronici eroi degli anni ’80 e ’90.
Il lato grottesco dell’operazione, infatti – e Stallone, quanto a grottesco non ha più nulla da imparare da almeno un ventennio – veniva sommerso da un discreto velo di ironia, di umorismo, di cameratismo, di quel piacere di ritrovarsi dopo un po’ di tempo a far delle cose che ci divertiva fare anni prima e scoprire che ci divertono ancora.
Fu una lieta sorpresa. Ecco perché mi duole dire che di tutto questo, qui, non è (quasi) rimasta traccia. Qui il crepuscolo degli dei è finito, il mezzo del cammin di loro vita è superato da un bel pezzo, e sarebbe meglio che l’oblio scendesse a nasconder le vergogne. Leggi il seguito di questo post »

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Le furie umane del Kung Fu: aprite la porta al cinema di Hong Kong (prima che la butti giù a calci)!

13 05 2013

La locandinaC’è una grande poesia, per chi sa coglierla e goderne, nei film di arti marziali cinesi o, meglio, di Hong Kong, degli anni ‘70. Intanto la poesia fisica dell’atleta che si esibisce magistralmente nelle arti marziali; quindi una poesia narrativa propria del racconto orientale, che non procede per direttissima come quello occidentale, ma si perde in circonvoluzioni temporali e logistiche tanto spiazzanti quanto avvincenti; c’è infine una poesia cinematografica quasi primordiale, un uso dell’artigianato e dell’improvvisazione fantastica che, al giorno d’oggi, usano forse solo a Bollywood, e nemmeno sempre, e che in Italia si è persa con la morte di Mario Bava. Improvvisazione e artigianato, sia detto per chiarire, non a sopperire, ma a integrare un solidissimo mestiere registico, vedi infatti i capolavori di Bava e, appunto, del cinema di Hong Kong. Da tutti questi punti di vista un film come “Le furie umane del Kung Fu” è assolutamente esemplare: arti marziali insolite e di grande fascino tecnico, una storia ai limiti del thriller e una spontaneità e un entusiasmo della messa in scena a dir poco coinvolgente. Leggi il seguito di questo post »





Shaun of the dead, o della maturazione attraverso la zombizzazione del sè

3 05 2013

La locandinaParafrasando l’incipit del tolstoiano “Anna Karenina”, è giusto ricordare che “Tutti i brutti film di zombie si somigliano; ogni bel film di zombie è invece bello a modo proprio”.
In questo senso, “Shaun of the dead”, che, mi scuserete, ma non riesco davvero a chiamare con il suo titolo italiano, ovvero “L’alba dei morti dementi”, va anche un passo oltre.
Perché, oltre a essere un bel film di zombie, è anche un film inglese.
E, come già detto per “Irina Palm”, gli inglesi hanno tutto un loro modo di vedere le cose, sarà che sono un’isola, sarà che hanno la sterlina, sarà che guidano a destra, sarà che “chi va a Londra so che ritorna un po’ cambiato” (cit).
Sta di fatto che un film come “Shaun”, io non l’avevo mai visto. E mi è piaciuto un sacco. Leggi il seguito di questo post »





Duello a Berlino: amore, amicizia e guerra nelle pieghe del tempo che torna

24 04 2013
La locandinaLo ho visto un annetto fa, tutto solo in un cinema di quelli di una volta, piccolo e squinternato, ma la copia era magnificamente restaurata e il godimento assicurato.
Non tutti conoscono gli autori Michael Powell and Emeric Pressburger, eppure se poca fortuna ebbero di pubblico, ora li si considera meritatamente dei mostri sacri della cinematografia e il film è da alcuni definito il migliore film britannico mai realizzato.
Abbiate quindi la gentilezza di prendere la mia umile descrizione come un semplice racconto di un piacere tutto personale che amerei condividere con voi, dato che mi cimento a parlare di uno dei film capisaldo della storia del cinema.




“Johnny Stecchino”: anche la mafia può diventare divertente con due Benigni sullo schermo e uno dietro la telecamera

25 03 2013

La locandinaBene. Considerando che non credo di aver mai portato a termine la recensione di un film, ho deciso di affidare il mio debutto su “Cinescherno” a uno dei miei film preferiti di sempre. E non solo perché questo mi renderà sicuramente la vita più facile, ma perché a mio parere, non aver mai visto “Johnny Stecchino” è un affronto a tutto quello che il cinema rappresenta. Sono qui, dunque, per convincere anche i più scettici a dedicare 115 minuti di una noiosa domenica pomeriggio o di una serata in casa armati di pizza e birra (e conseguente rutto libero) a questa esilarante pellicola. “Johnny Stecchino” è un film del 1991, diretto ed interpretato da Roberto Benigni.
Il tema centrale è il super collaudato scambio di persona, ormai trito e ritrito in centinaia di migliaia di pellicole. Ma qui è tutto diverso. Non si parla di un ricco principe che prende il posto di un povero senzatetto, o di una madre che una mattina si sveglia improvvisamente nel corpo della figlia (vogliamo qui ricordare Lindsay Lohan in “Quel pazzo venerdì”, girato nel periodo precocaina, pre-facciofestatuttoilgiornoelanotteconParisHilton, pre-arresto e pre-chirurgiaplastica… amen sorella). Leggi il seguito di questo post »





Horror Movie: e tutti gli altri film vi sembreranno subito migliori. Di molto.

21 03 2013

La locandinaCosì come ogni villaggio ha uno scemo e ogni famiglia ha un cugino o uno zio di cui è meglio non parlare alla cena di Natale, ogni genere cinematografico ha la sua pecora nera. Per quanto riguarda il già non illustre genere delle parodie di film horror, la pellicola che stabilisce un nuovo punto di riferimento dello spreco di tempo e soldi è, senza dubbio alcuno, “Horror Movie”. Io, e questo vorrei che fosse chiaro per farvi comprendere che non sono in alcun modo prevenuto verso questo tipo di svago cinematografico, adoro sia gli horror che le commedie, soprattutto se demenziali, e ho passato alcune ore di assoluto divertimento proprio davanti a qualcuna di queste parodie, penso ad esempio al delizioso “Scary Movie 3”, senza dubbio il migliore della saga omonima. Ecco perché potete fidarvi di me quando vi dico che raramente, forse mai, ho visto una tale accozzaglia di squallida approssimazione, evidente pressapochismo e umiliante faciloneria come in questo film. Leggi il seguito di questo post »





El Mariachi: pochi soldi, tanto cinema e tantissime pallottole

18 03 2013

La locandinaCi sono due cose che, immediatamente, colpiscono di “El Mariachi”, lo scoppiettante debutto alla regia dell’ormai noto Robert Rodriguez, e rappresentano due facce della stessa medaglia: la prima è la scarsissima, scarsissima qualità tecnica di tutto quello che si vede sullo schermo; la seconda è lo straordinario entusiasmo, fantasia e libertà creativa che non solo fanno dimenticare la schifezza tecnica del film, ma che, anzi, la trasforma in energia positiva dando vita a una sorta di miracolo cinematografico il cui risultato è che tu, spettatore, ti convinci che quella storia avrebbe potuto essere raccontata solo così e in nessun’altra maniera.
È la magia – quando riesce – del debutto cinematografico a basso, se non bassissimo, costo, quel misto di giovanile incoscienza e precoce sapienza registica che tanti bei regali ha fatto agli amanti della settima arte. Ed “El Mariachi”, in questo, è assolutamente esemplare. Leggi il seguito di questo post »








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